Inchiesta sul Csn, Calissi si difende: “Nessuna malversazione e bilanci trasparenti”. L’ex presidente risponde anche a Soldi: “Assunzioni legittime”
7 Febbraio 2012
“Nessuna malversazione: i contributi pubblici assegnati dal Comune al Centro di scienze naturali servivano, non soltanto per la cura degli animali, ma anche per molte altre attività realizzate dalla Fondazione Csn, pienamente rispondenti agli scopi e le finalità previste dallo statuto”. Si difende così Massimo Calissi, ex presidente del Centro di scienze naturali di Galceti, indagato – assieme all’ex direttore Gilberto Tozzi – per il reato di malversazione.
Secondo la Procura, in quattro anni, soltanto un quarto dei finanziamenti di Regione e Comune al Csn (in tutto un milione e seicentomila euro) sono stati destinati alla cura della fauna, e la maggior parte del bilancio (poco più di un milione di euro) serviva per le spese legate al personale. Spese che secondo Calissi erano funzionali all’apertura del parco e alle varie attività didattiche, scientifiche e culturali che vi si tenevano.
Calissi spiega inoltre che i bilanci preventivi e consuntivi del Centro di scienze naturali erano regolarmente approvati dal consiglio di amministrazione, sottoposti al vaglio del consiglio dei sindaci revisori e all’approvazione del consiglio comunale.
Sulla vicenda del Csn interviene anche Leonardo Soldi, vicecoordinatore della commissione di indagine sulle assunzioni negli enti partecipati. Il consigliere leghista denuncia che tutti e 5 i dipendenti in forza al Centro sono stati assunti per chiamata diretta. “Un metodo discutibile e di certo poco trasparente, magistralmente avallato dal centrosinistra che amministrava il Comune di Prato. Inoltre l’assunzione di alcuni dipendenti non è stata neppure deliberata dal Consiglio di amministrazione” – afferma Soldi, che contesta anche l’applicazione del “superminimo” ai dipendenti, un istituto che “garantisce uno stipendio base più alto di quello previsto dal contratto nazionale di lavoro applicato”. L’ex presidente del Csn risponde che le assunzioni sono state fatte nel pieno rispetto della legge, che consente alle Fondazioni di procedere per chiamata diretta. Quanto ai superminimi secondo Calissi si è trattato di un riconoscimento “una tantum” di poche decine di euro, concesso ai dipendenti, a seguito di un avanzo di bilancio, che non poteva figurare come utile.
Dario Zona












x scopi rispondenti allo statuto?si dare una poltrona ai compagni trombati.cda di 5 persone per galceti…mediobanca ne ha 10 mi sembra,ma il giro d’affari è molto simile…..ma vaia 1
attività didattiche? praticamente cene tra compagni,ma l’avevano scambiata per la casa del popolo di bagnolo…ma vaia 2.
bilanci approvati dal consiglio e dal comune?peccato siano tutte le stesse persone,praticamente se le suonavano e se le cantavano,se per caso il romagnoli avesse sollevato qualche dubbio sul bilancio,lo avreste accusato di revisionismo….ma vaia 3.
chiamata diretta e superminimo? poveri giovani comunisti,non potevamo mica negargli una fetta della torta…ma vaia 4.
beati voi dirigenti del pd che avete degli elettori così creduloni..le vostre difese d’ufficio sono pietose e attentano al buonsenso dei pratesi.ma non vi siete accorti che tutti si sono accorti che vi arrampicate sugli specchi????
se essere onesti vuol dire essere fascisti,mi raccomando calissi,non si tolga mai la maglia rossa,non c’avessero a accumunare…..
Alla fine dei conti dato che ora i cari amici di destra si sentono dei superman salvatori della patria fateci vedere a tutti noi cittadini pratesi come sapete fare a far rivivere il CENTRO DI SCIENZE NATURALI stiamo aspettando, purtroppo sapete ragionare bene e ….il vuoto. Vedi il vitello che dopo ore di inseguimento E’ STATO UCCISO queste cose non succedevano state tranquilli superman di stò …..
Bene, fate sapere anche che nella vecchia gestione “Tozzi-Calissi” c’erano anche molte finti volontari (specialmente la notte nei boschi) che venivano retribuiti con emissioni di fatture molto fantasiose del tipo : “collaborazione occasionale per monitoraggio uccelli” con botte di migliaia di euro al mese.
CSN: un fiore all’occhiello della città di Prato per 40 anni, devastato in due anni.
Tranquilli, gli animali non saranno più ricevuti ne’ curati, ne’ ora ne’ mai.
Peccato! …
Nö i volontari prendevano milioni di euro. In rubli. E gli animali per accedere al centro dovevano guaire in russo. Tutti comunisti. Meno male che adesso sono arrivati i nostri eroi. Loro si che sanno come si fa. Si chiude il centro per due anni. Così si gestisce. E che diamine!
Infatti, quando non si sanno fare le cose, l’ipocrita critica invece chi le ha sempre fatte. Ho letto accuse che se provate, sono da portare in procura immediatamente, o si tratta solo di diffamazione gratuita?
Per 40anni il CSN è stato il fiore all’occhiello della nostra città, da un paio di anni, invece, il centro è diventato un enorme degrado. Questi sono i fatti il resto, a mio avviso, sono solo chiacchere che ritengo verrano smentite. Ma questo aspetto è di competenza della magistratura e non dei chiaccheroni.
ma se il csn è chiuso da due anni spero che nel frattempo non sia costato nulla alla comunità altrimenti qualcosa non torna.
In tutto questo scontro chi ne fa le spese è il centro di scienze naturali, che Sig.Duilo, fiore all’occhiello lo è stato per una decina di anni; io ci son tornato due anni prima della chiusura e ancora mi chiedo come hanno fatto a aspettare così tanto tempo prima di chiuderlo. Per capire cos’era bastava guardare la vasca dei pesci rossi all’entrata completamente invasa dalle alghe e in quaranta anni mai pulita, così come non sono mai stati puliti gli ambienti interni con l’esposizione al pubblico. I reperti faunistici in alcuni casi si erano decomposti nell’assoluta indifferenza e lasciati esposti a far buona visione di se. Esternamente la flora del centro era stata lasciata al degrado, le gabbie degli animali nella opiù completa sporcizia. E questo era il nostro fiore all’occhiello ? Per dirsela alla noirissimo “ma vaia 5″. Vediamo cosa sono in grado di fare adesso…… Facile reagire così…era meglio ereditare un centro funzionante, organizzato e governato bene. Non è stato fatto e Tozzi e Calissi mi fanno schifo come uomini. Si possono difendere quanto vogliono, ma ci hanno preso in giro e continuano a farlo. Calissi che è anche tesoriere di Legambiente Prato, non lo ha visto il degrado ? non ha visto come la flora del centro era selavaggiamente devastata dalla fauna abbandonata al degrado ? Ma che tipo di ambientalista è quest’uomo, se uomo si può chiamare ? Lui è verde quanto son verdi i dollari, mi sa.