Cr Firenze e Industriali insieme per le Pmi: un miliardo di euro per il territorio
1 Febbraio 2012
Si rafforza ancor di più la collaborazione tra l’Unione Industriale Pratese e il Gruppo Intesa Sanpaolo – presente sul territorio con Banca CR Firenze – che hanno ratificato l’accordo nazionale che prevede un plafond di 10 miliardi di euro per le imprese italiane, di cui circa 1 miliardo per le imprese del territorio toscano.“L’accordo Confindustria-Intesa Sanpaolo è apprezzabile per molti aspetti – osserva il presidente dell’Unione Industriale Pratese Riccardo Marini – In primo luogo per la sua continuità, visto che la prima sottoscrizione risale al 2009: niente di occasionale, quindi, ma un vero programma di intervento con una precisa valenza strategica incentrata sulle piccole imprese. I contenuti dell’accordo, poi, spaziano nell’ambito delle aree aziendali più nevralgiche e possono costituire delle opportunità concrete. In questo momento il credito rappresenta per le imprese una delle principali criticità: è importante che si facciano accordi di questo genere e che ci si adoperi da entrambe le parti per tradurli in reale operatività.”
“Con Unione Industriale Pratese oggi siamo una squadra che vuole trasformare l’emergenza in occasione di crescita – ha commentato Luca Severini, direttore generale Banca CR Firenze – se guardiamo alla realtà di ogni singola azienda possono emergere opportunità inesplorate, nuovi mercati su cui affacciarsi, progetti da realizzare, possibili alleanze e aggregazioni. Il momento è difficile ma le nostre imprese hanno qualità e capacità imprenditoriali indiscusse e noi siamo a loro fianco per supportarle nel nuovo scenario globale”.
Con questo nuovo accordo si intendono rinsaldare ulteriormente il patto per lo sviluppo tra Impresa, Banca e Territorio valorizzando tutte le potenzialità di crescita delle pmi italiane. L’impegno comune è di sostenere gli imprenditori in settori strategici come la costituzione delle Reti d’impresa e la realizzazione di altre forme di alleanza, l’innovazione e la ricerca, l’internazionalizzazione.











