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Mozione sfiducia a Cenni, la maggioranza al contrattacco ma la Città per noi: “Si autosospenda in attesa di chiarire”

20 Gennaio 2012 C Categoria: Vita in città

Non si infiamma il dibattito sulla mozione di sfiducia presentata da Pd e IdV contro il sindaco Cenni. Dopo l’immediata presa di posizione del Pdl, subito schierato a difesa del sindaco con le due anime del partito rappresentate dalle prese di posizione del coordinatore Riccardo Mazzoni e dal consigliere regionale Aklberto Magnolfi, sono arrivate in rigido ordine cronologico le attestazioni di stima da parte di Prato Libera e sicura, Udc, Giovani e Famiglia e – buon ultima – Lega Nord, che solo oggi ha diffuso una nota del capogruppo Emilio Paradiso per esprimere sostegno al sindaco. «Giudichiamo davvero irresponsabile da parte dell’opposizione – dice Paradiso – presentare in questo momento di grave crisi economica e sociale per Prato una mozione di sfiducia per destituire il sindaco che i pratesi hanno eletto, che al centrosinistra piaccia o meno, lasciando di fatto la città senza guida. Tutto questo per rovesciare con manovre di palazzo appunto quel responso elettorale che ancora non sono riusciti a mandare giù dopo due anni e mezzo. Noi non ci stiamo e continuiamo a restare al fianco di Roberto Cenni, un sindaco che a differenza dei precedenti ha dimostrato nei fatti di saper amministrare questa città con equità e lungimiranza, lavorando per salvaguardare la nostra cultura, il nostro distretto».
Prato Libera e sicura pone l’accento sul diverso comportamento tenuto dall’opposizione sulla vicenda dell’indagine dell’Antitrust sul Consiag, dove nessuna voce si è alzata per criticare l’operato dei vertici della partecipata. Mentre Giovanni Bambagioni per l’Udc respinge al mittente le considerazioni dell’opposizione “sia per la pochezza dei contenuti politici, sia per la mancanza di una qualsiasi risposta amministrativa seria e coerente rispetto alle scelte della giunta e del sindaco Cenni”. Sandro Ciardi, per Giovani e Famiglia, infine, mette in guardia Pd e IdV: “Contro chi vuole riportare indietro le lancette dell’orologio della storia – scrive – diciamo solamente che la mozione di sfiducia è un arma a doppio taglio che in caso di fallimento, rafforzerà ancor più la figura del sindaco e ricompatterà quegli indecisi che ancora una volta si ritroveranno dalla parte del fallimento”.
Su posizioni diverse, invece, un altro dei “cespugli” cenniani, la lista La città per noi, che questa volta esce dal coro e invita Cenni  fare un passo indietro. “Una scelta dolorosa di oggi – dice il coordinatore Silvano Agostinelli – potrebbe risultare proficua per il futuro di Prato,per questo chiediamo a Roberto Cenni di proclamare la propria autosospensione dalla carica di sindaco,a favore del vice sindaco,fino a quando non verrà fatta completa luce sulle sue vicende personali. Possibilità questa prevista dalle normative vigenti degli enti locali,e arrivare così alla fine della legislatura senza conseguenze irreparabili  per la città di Prato come un commissariamento prefettizio”.

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