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Montemurlo, il Comune vara l’ordinanza sulle aperture dei negozi: “Nessuna liberalizzazione selvaggia”

13 Gennaio 2012 C Categoria: Vita in provincia

Stamattina in palazzo comunale il sindaco Mauro Lorenzini ha presentato l’ordinanza sulle aperture dei negozi ai rappresentanti di Confesercenti, Confcommercio, Confartigianato, Cna, Unicoop e Filcams Cgil, in attesa di firmarla i primi giorni della prossima settimana.
“Non ci sarà nessuna liberalizzazione selvaggia. Siamo in un vuoto legislativo: da una parte il decreto abbatti-limiti del governo Monti – ha ricordato il sindaco Mauro Lorenzini – dall’altra il ricorso alla Corte Costituzionale sulla legittimità delle scelte governative in materia di commercio da parte della Regione, che ne rivendicanda la competenza. I Comuni si trovano così in una sorta di vuoto di potere, e Montemurlo ha deciso di mantenere l’accordo dello scorso anno, già risultato del tavolo di autoregolamentazione: un equilibrio tra flessibilità e regole, tra convivenza della piccola e della grande distribuzione, tutelando i diritti dei lavoratori e la qualità della vita dei cittadini. In questo momento di incertezze, l’amministrazione comunale di Montemurlo segue, come altri Comuni toscani, le indicazioni della Regione, che conferma ai Comuni la competenza delle decisioni riguardanti il territorio. L’ordinanza che firmerò nei primi giorni della settimana è valida un anno, salvo modifiche quando saranno chiariti i nodi legislativi. L’unica variazione rispetto al 2010, sempre su indicazione della Regione, è l’abolizione dell’obbligo di apertura tra le 7 e le 22. Ma su questo intendiamo vigilare per evitare ogni eccesso, servendoci dell’autorità all’amministrazione di limitare comunque gli orari per ragioni di interesse pubblico. L’unica deroga alle 13 ore massime di apertura saranno i mercoledì estivi, quando sarà possibile prolungare l’orario alle 24″.
Nell’esprimere l’appoggio all’ordinanza sindacale, i rappresentanti di associazioni, Unicoop e sindacato hanno espresso preoccupazione per il futuro e molte perplessità sull’efficacia del decreto del governo. Come sottolineato da Umberto Orlandi di Confesercenti, “i piccoli negozi hanno sempre svolto una funzione sociale, il loro smantellamento rischia di ripercuotersi pesantemente sul tessuto della città”. Michele Vuolato di Confartigianato ha precisato come quella prevista dal governo Monti non corrisponda a una efficace liberalizzazione: “Rischiamo di equivocarne il significato: la liberalizzazione deve aiutare il commercio, con lo snellimento della burocrazia e dei costi fissi. Deve essere significare riorganizzazione, non assenza di regole”. Il rappresentante della Cna, Paolo Bettazzi, ha poi voluto specificare che le posizioni unitarie espresse a Montemurlo possono essere considerate sottoscritte da Rete Imprese Italia – Prato, l’organizzazione che raggruppa Cna, Confartigianato, Confesercenti e Unione Commercianti.

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