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La tragedia di Ilaria Alpi rivive al Metastasio con “Lo schifo” di Stefano Massini

19 Gennaio 2012 C Categoria: Spettacoli

Uno dei più tragici fatti di cronaca degli ultimi decenni sbarca al Metastasio in tutta la sua insostenibile drammaticità: da stasera, giovedì 19 gennaio, a domenica 22 gennaio (feriali ore 21, festivo ore 16), il palco dello Stabile della Toscana di via Cairoli ospiterà “Lo schifo. Omicidio non casuale di Ilaria Alpi nella nostra ventunesima regione”, spettacolo scritto e diretto da Stefano Massini.
La pièce riprende il tragico omicidio della giornalista del Tg 3 Ilaria Alpi e del suo operatore Miran Hrovatin ad opera di un commando appostato in una via di Mogadiscio, città dove la Alpi stava lavorando a un servizio in cui i protagonisti erano politici somali e italiani, militari e funzionari Onu, servizi segreti e imprese edili, contrabbandieri e trafficanti di rifiuti tossici. Dal 20 marzo 1994, la morte dei due giovani professionisti non ha ancora trovato una soluzione, ma il lungo percorso per svelare i nomi dei mandanti e degli esecutori dell’omicidio hanno delineato un intreccio di politica, economia, istituzioni, poteri pubblici e privati, che cercano di nascondere le vere ragioni del delitto.
Uno dei grandi misteri italiani, che probabilmente rimarrà irrisolto per sempre, ma che ci aiuta a capire il grande amore di Ilaria per la verità  e la brutalità con cui la sua grande passione è stata schiacciata; su questa base nasce lo spettacolo di Massini, pronto a raccogliere il grido della Alpi. In scena, i paradossi di un’Africa italiana popolata da continui rimandi al passato coloniale si uniscono ai loschi traffici di rifiuti e di armi, tra integralismi islamici e smaglianti sorrisi di festicciole tricolori.
Il testo de “Lo Schifo”, da questo mese in tutte le librerie edito da Promomusic, esplode al Metastasio di Prato, anche grazie a Lucilla Morlacchi, interprete d’eccezione scelta dal regista “ per l’appassionato rigore con cui declina l’idea di un’epica teatrale contemporanea”, sul palco insieme a Luisa Cattaneo.
“Sono felice di portare a teatro questo mio testo, sospeso tra l’indignazione della cronaca e il flusso di immagini di un racconto autoptico, – dichiara Stefano Massini – ed è avvincente per me orchestrare la narrazione in prima persona di un’Ilaria divenuta anziana, che in 17 anni dall’agguato ha visto sbiancarsi le tempie in qualche indefinito altrove”.

Elia Frosini


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