La morte di Beccaglia, il cordoglio del mondo politico e imprenditoriale. Il Pecci lo onora con due giorni di porte aperte al museo
20 Gennaio 2012
Valdemaro Beccaglia (foto Alessandro Moggi)
Grande commozione a Prato per la scomparsa di Valdemaro Beccaglia, industriale di primo piano e presidente del Museo Pecci, nonché animatore instancabile della vita culturale cittadina con la sua passione per l’arte contemporanea. Tantissime le persone che hanno reso omaggio alla camera ardente e sicuramente tanti saranno domani in Duomo alle 15.30 per il funerale officiato dal vescovo Simoni.
Commovente il ricordo di chi gli è stato vicino nell’avventura al Pecci, il consiglio direttivo con i direttori e lo staff: “Con una bruciante passione per l’arte contemporanea, l’intuizione ed il piglio sicuro dell’imprenditore pratese – dicono – Valdemaro Beccaglia ha presieduto il Museo Pecci in uno dei momenti più difficili ma anche più entusiasmanti della sua storia. Uomo di grande personalità, appassionato, con grande sguardo sul futuro, senza mezze misure, Beccaglia ha cambiato le sorti del Museo in un momento in cui se ne prevedeva la chiusura, non solo riposizionandolo in ambito nazionale ed internazionale ma scommettendo sull’importanza di un’Istituzione culturale come il Pecci, scommessa che ha avuto il suo apice con il progetto di raddoppio del Museo finanziato dalla Regione Toscana e dal Comune di Prato. Per Beccaglia il Museo Pecci non rappresentava solo una ricchezza culturale ma anche un volano di ripresa per le sorti della città, culturalmente, turisticamente e imprenditorialmente”. Per tutto questo e per ricordarlo nei migliore dei modi il Consiglio Direttivo del Museo Pecci ha deciso, anzichè indire la chiusura per lutto, di aprire gratuitamente le sale del Museo nei giorni di sabato 21 e domenica 22.
Anche il sindaco Roberto Cenni lo ha voluto ricordare, esprimendo a nome di tutta la giunta comunale proprio cordoglio e la vicinanza della città alla famiglia: “La città e il distretto tessile – dice – perdono un grande uomo, un protagonista, un pezzo importante della storia del distretto, un imprenditore che con passione e orgoglio tutto pratese ha continuato a lottare fino alla fine”. In segno di riconoscenza per il suo impegno l’anno scorso il Comune di Prato gli aveva consegnato gli Antichi sigilli della città. Profondo cordoglio è stato espresso anche dall’assessore alla Cultura Anna Beltrame, che aveva lavorato fianco a fianco con Beccaglia: “Ha lottato come un leone. Ci mancheranno tanto la sua forza, la sua intelligenza e la sua generosità – ha detto commossa Anna Beltrame – Prato gli deve essere molto grata, per tutto quello che ha fatto per il Pecci e per la cultura. Tenace, sincero, appassionato: Valdemaro aveva un cuore grande”.
Un messaggio alla famiglia è stato inviato dal presidente della Provincia Lamberto Gestri, che lo ha ricordato così: “E’ stato un pratese generoso. Il suo appassionato impegno per l’arte contemporanea e per il Centro Pecci e, insieme per il futuro della nostra comunità , il suo entusiasmo contagioso per progetti sempre nuovi che guardavano molto oltre gli interessi di bottega sono una lezione di grande attualità per tutti noi. Valdemaro ci lascia una testimonianza preziosa e un patrimonio morale a cui dobbiamo dare valore ogni giorno, ognuno per il compito che ha da svolgere nella vita pubblica”.
Commosso anche il ricordo del presidente degli Industriali Riccardo Marini: “Non si poteva non voler bene a Valdemaro – afferma -. Lo stimavamo tutti perché nelle cose di cui si occupava metteva non solo la testa ma anche il cuore. E spesso il cuore sapeva anche gettarlo oltre gli ostacoli che gli si paravano davanti.Valdemaro non mollava mai, da uomo sicuro delle sue posizioni. Non aveva remore a chiedere, non per sé ma per iniziative in cui credeva e in cui si prodigava senza risparmiarsi”.
Messaggi di cordoglio sono arrivati anche dall’intero mondo politico. Dall’IdV che con Pasquale Petrella ricorda come Prato e la Toscana abbiano perso “un imprenditore illuminato, presidente del Centro per l’Arte contemporanea Luigi Pecci di Prato e un qualificato collezionista d’arte”, al Pd con il segreterio Ilaria Bugetti (“Prato perde oggi un punto di riferimento, un imprenditore di altri tempi e un mecenate che ha lavorato per dare lustro al nome del centro per l’arte contemporanea Luigi Pecci e, di conseguenza, a quello della città”), il capogruppo Massimo Carlesi e il consigliere regionale Fabrizio Mattei. Anche la Lega, con il commissario Matteo Grazzini, si è unita al cordoglio cittadino.











