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Caso Silli, siglato l’armistizio in casa Pdl ma Banchelli e Innaco bacchettano di nuovo l’assessore: “Inopportuno il suo comportamento”

13 Gennaio 2012 C Categoria: Vita in città

L'assessore Giorgio Silli

Torna più disteso il clima in seno al Pdl dopo la polemica innescata dalle dichiarazioni dell’assessore Giorgio Silli che aveva fatto pesanti allusioni nei confronti dei sostenitori della candidatura di Francesco Innaco. La pace, o forse meglio l’armistizio, è stato siglato oggi durante un incontro fra il coordinatore provinciale del Pdl Mazzoni, il coordinatore comunale Giugni, il vice coordinatore comunale Amerini e i consiglieri Innaco, Banchelli e Frosini. “L’incontro si è svolto in un clima rasserenato – spiega Mauriizo Bettazzi -. E’ stata esaminata la situazione che si é determinata nel partito dopo le dichiarazioni dell’assessore Silli. E’ stato convenuto di non procedere con la richiesta di dimissioni e di discutere dell’ episodio in sede di gruppo consiliare per una verifica politica volta al ripristino di un piú sereno clima di collaborazione. Ora il dibattito precongressuale potrà riprendere con un confronto proficuo basato sui programmi per rendere sempre più forte e coesa l’azione politica e amministrativa del partito”.
Segni di distensione erano già arrivati nel pomeriggio con un comunicato congiunto firmato dai candidati Francesco Innaco e Gianluca Banchelli. Un comunicato dove però alle note di apprezzamento per le parole dell’attuale coordinatore Riccardo Mazzoni, ne seguivano altre di critica verso lo stesso Silli. “Apprezziamo l’intervento dell’onorevole Mazzoni – dicono Banchelli e Innaco – che prende le distanze dall’assessore Silli a seguito dell’inammissibile attacco a Francesco Innaco e ai suoi sostenitori. Le tardive scuse offerte da Giorgio Silli chiudono l’aspetto personale della penosa vicenda, ma lasciano aperti aspetti di valutazione politica da rimettere alla collegialità del gruppo consiliare del Pdl. Infatti, se é perfettamente legittimo che gli assessori iscritti al Pdl aderiscano pubblicamente e sostengano una delle mozioni congressuali, è invece del tutto inopportuno e politicamente sbagliato che un qualsiasi componente della giunta diventi protagonista del confronto congressuale in termini di esasperazione immotivata delle tensioni interne”.
“La nostra volontà – concludono i due – resta quella di evitare ogni problema al sindaco e alla giunta e proprio in virtù di questa preoccupazione ci faremo carico di promuovere un sereno e approfondito dibattito all’interno del gruppo consiliare”.

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