>
Notizie

LA NOSTRA STORIA/Dario Barni, pratese ed eroe della Resistenza: Milano lo onora, invece Prato lo ha cancellato

5 Dicembre 2011 C Categoria: Rubriche

Siamo giunti alla fine delle celebrazioni del 150° Anniversario dell’Unità d’Italia e del sondaggio indetto dal Comune con l’intento, a nostro avviso naufragato, di eleggere i pratesi protagonisti durante questo secolo e mezzo. Ci hanno colpito diversi aspetti tra cui: l’espediente di rendere pubblica la percentuale delle preferenze ottenute da ogni personaggio, invece di comunicare i voti raccolti; la lista dei partecipanti scelta da una “commissione” poco informata sulla storia di Prato e dei suoi protagonisti tanto da inserire un milanese che niente aveva a che fare con la nostra città, ed anche un po’ misogina limitando il mondo femminile a soli sei nomi. Alla fine su 60 candidati 41 di essi sono rimasti sotto la soglia dell’1% e gli altri 19 l’hanno superata. Vi sottoponiamo soltanto un caso: mentre il regicida Gaetano Bresci ha ottenuto il 13,51%, un grande scrittore e commediografo come Sem Benelli è stato votato soltanto dallo 0,69% dei pratesi.
All’inizio fu offerta l’opportunità di aggiungere alla lista uomini o donne che potevano essere meritevoli di nota. Ebbene, chi scrive aveva proposto un vero eroe della Resistenza, il partigiano Dario Barni (col nome di battaglia di Armando), che durante la guerra diffondeva giornali clandestini come “L’Avanti” e “L’Unità” favorito dalla sua professione di autista della famosa impresa di trasporti internazionali Gondrand e successivamente trasferito alla Pirelli di Milano.
Quando il popolo italiano decise di ribellarsi al fascismo ed al nazismo, il suo amico Sandro Pertini gli affidò la guida della brigata partigiana “Matteotti” per liberare l’Oltrepo pavese. Durante uno scontro a fuoco (egli era sempre alla testa dei suoi) rimase colpito mortalmente il 18 settembre del 1944, nel corso di una battaglia combattuta nella Valle della Versa in prossimità di Pavia. L’intera divisione si chiamò da quel giorno Dario Barni.
A questo eroico partigiano pratese il paese di Begoglio ha dedicato un monumento, il Comune di Milano appose una targa commemorativa sotto il balcone della sua casa e successivamente inserì nel Palazzo della Ragione (un atto di grande riconoscienza) il suo nome.
Il valoroso pratese che sacrificò la vita per la Liberazione dell’Italia, aveva soltanto 38 anni, ma non figurava a Prato nemmeno nell’elenco dei partigiani caduti: tutto questo perché non era politicamente compatibile con l’imperante dominio comunista. Il Comune di Prato non ha mai pensato, almeno una volta, di visitare il monumento a lui dedicato deponendo una corona, ma si è arrivati al punto di escluderlo perfino da questo sondaggio. Perché? Potrebbe il sindaco provvedere a traslare la salma dal cimitero Maggiore di Milano a Prato?
Per ora gli è stata dedicata una strada nel 2006 grazie alle pressioni di chi scrive, ma altro non si è fatto perché questo valoroso non ha più parenti salvo un cognato.

Alessandro Assirelli


Commenti Luca 5 mesi fa

Caro Assirelli, come sa benissimo ci troviamo in Italia.
Una nazione bellissima ma nella quale non conta minimamente chi siamo e cosa facciamo. Conta solo con chi siamo schierati, di chi siamo amici, ecc. ecc.
Prato non è da meno in questa mentalità contorta e, quindi, un pratese può essere eroe a Milano e ignorato completamente a Prato.
Comunque grazie a lei adesso so chi è Dario Barni, personaggio che non conoscevo pur essendo un pratese da generazioni.

Commenti Cinese 5 mesi fa

Stupisce che Bresci sia liquidato come regicida, come effettivamente fu.
Anche l’assessora Beltrame, che ha gestito il sondaggio in maniera alquando strana (e in questo concordo con Assirelli) si è dichiarata perplessa sui tanti voti per Bresci. Sa tanto di ipocrisia politica.
Il significato politico di Gaetano Bresci per i pratesi e non solo va oltre il fatto puramente criminale che pure condanno in sé; essi va inquadrato in quegli anni e nelle forti ingiustizie del tempo e nelle dure condizioni di vita e di lavoro e nel desiderio di riscatto di tanta gente. Bresci ha ucciso il re perché considerato responsabile dell’eccidio del generale Bava Beccaris, che a Milano sperò sulla folla con i cannoni, uccidendo un’ottantina di persone e ferendone a centinaia.
Se si deve essere giusti, bisogna esserlo per tutti davvero.
E non solo a favore di Famiglia Cristiana com’è questo sito.

Commenti Marcus 5 mesi fa

Voglio ringraziare . assieme alla mis famiglia.l’amico Alessandro Assirelli per il suo scritto dedicato a mio cognato, Dario Barni.E’ merito di Alessandro se la citta’ si e’ ricordata di questo grande
pratese,dedicandogli una strada.

CommentiScrivi un commento

L'indirizzo email non verrà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

*

È possibile utilizzare questi tag ed attributi XHTML: <a href="" title=""> <abbr title=""> <acronym title=""> <b> <blockquote cite=""> <cite> <code> <del datetime=""> <em> <i> <q cite=""> <strike> <strong>

Il contenuto dei commenti resta di responsabilità del singolo utente. Commenti costituiti essenzialmente da turpiloquio, che incitino alla violenza razziale o di genere verranno rimossi senza preavviso dall'amministratore.