Futuro Province, patto di ferro tra Prato, Firenze e Pistoia: “Lavoriamo per lo sviluppo dell’area metropolitana”
20 Dicembre 2011
Mettere gambe, con determinazione, al patto per lo sviluppo dell’area metropolitana sulla base delle esigenze dei cittadini e delle forze economiche e giocare un ruolo da protagonisti nel confronto con la Regione Toscana al tavolo dove si disegnano i futuri assetti istituzionali. I presidenti delle Province di Firenze, Prato e Pistoia lanciano la sfida. “Non siamo qui a difendere poltrone – dicono Andrea Barducci, Lamberto Gestri e Federica Fratoni – vogliamo dare un contributo nell’interesse dei cittadini. Nel nuovo disegno del governo territoriale, mentre diciamo no a un nuovo ente di secondo grado, siamo convinti che molte partite, a cominciare da quella urbanistica trovino nella dimensione metropolitana soluzione ed equilibrio”.
Le Province della Toscana centrale, dopo la bagarre provocata dal Decreto Monti, rilanciano. Oltre un milione e mezzo di cittadini, che abitano in 73 comuni, dislocati su una superficie di quasi cinquemila chilometri quadrati: sono questi i numeri della Toscana centrale. Questo territorio, che vanta i maggiori indici economici dell’intera regione, per la prima volta è stato rappresentato congiuntamente in un’unica seduta di giunta che ha riunito oggi a Prato, intorno allo stesso tavolo, gli organi esecutivi delle tre Province che compongono l’area vasta.
“Le Province della Toscana centrale vogliono essere protagoniste in questa fase di riassetto istituzionale – ha affermato il presidente della Provincia di Prato, Lamberto Gestri - Nell’interesse delle nostre comunità non vogliamo subire soluzioni pasticciate, attuate sull’onda di provvedimenti irrazionali e dannosi per i territori. Per questo rivolgiamo il nostro appello anche alla Regione. Abbiamo l’ambizione di portare a termine, con il massimo del profitto per il nostro territorio, il nostro impegno per definire una vero e proprio patto per lo sviluppo della Toscana centrale, dove si stabiliscano obiettivi e priorità, dall’urbanistica alla dotazione infrastrutturale, dalla formazione e ricerca alle politiche per l’ambiente e al turismo”.











