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Cenni indagato per bancarotta, le liste civiche difendono il suo operato di sindaco mentre Sel lo invita a lasciare

23 Dicembre 2011 C Categoria: Vita in città

Proseguono le prese di posizione nel mondo politico pratese dopo la diffusione della notizia che il sindaco Cenni è stato raggiunto da un avviso di garanzia per bancarotta fraudolenta, nell’ambito delle indagini sul crac Sasch. Dopo i partiti principali di maggioranza e opposizione, anche le lite minori prendono posizione. Nel campo della maggioranza Prato Libera e sicura e Giovani e Famiglia rinnovano la loro fiducia in Cenni.  “Appresa la notizia dell’ingagine nei confronti del sindaco Roberto Cenni per bancarotta fraudolenta – si legge in una nota di Pls – intendiamo manifestare la nostra totale solidarietà al nostro primo cittadino. Al di là dei recenti avvenimenti verificatisi a causa della crisi che tuttora attanaglia il distretto pratese le aziende della famiglia Cenni hanno per molti anni garantito non solo lavoro a molte persone ma hanno anche dato lustro alla nosta città; vogliamo comunque evidenziare che non è leggittimo confondere l’operato di Cenni come “imprenditore” con quello di “sindaco”. L’invito che vogliamo porgere al nostro sindaco è quello di proseguire nel suo progetto politico con la stessa motivazione di sempre”.
Concetti ribaditi anche nella nota di Giovani e Famiglia: “L’impegno civico e per la città di Roberto Cenni sindaco di Prato non è mai venuto meno – si legge -  La nostra lista civica intende quindi riaffermare anche in questa occasione la vicinanza e il supporto anche morale al primo cittadino della nostra città. L’avviso di garanzia per una “ipotesi” esiste davvero ed è innegabile, ma è pur innegabile l’impegno civico morale e amministrativo che il sindaco Cenni e la giunta comunale hanno messo al servizio della propria città, con strumenti nuovi e una nuova ventata partecipativa e politica dopo anni di nebbie fumose e lacunose delle precedenti amministrazioni. I consiglieri dei partiti d’opposizione stanno chiedendo a gran voce le dimissioni del sindaco, marcando un refrain già visto anche a livello nazionale e che non porta a costrutto alcuno. A questi, vorremmo ricordare che ai loro amministratori nelle partecipate, non hanno minimamente chiesto niente. Né per gli avvisi di garanzia al precedente presidente Gida, né ad alcuni amministratori provinciali coinvolti in connubi poco chiari con la comunità cinese; né a presidenti che giocavano al rialzo delle tariffe sulla pelle dei pratesi e a quelli che assumono ad imperio; né agli amministratori pubblici delle passate legislature comunali che ci hanno gravato dei famigerati swap”.
Di tutt’altro tenore, invece, le reazioni da parte di Sel: “Invitiamo il sindaco-imprenditore a rassegnare le proprie dimissioni – dice la coordinatrice Nicoletta De Angelis – e in assenza di ciò invitiamo i consiglieri comunali di qualsiasi colore politico che abbiano a cuore il bene della città a togliere la fiducia al primo cittadino che gioco forza dovrà rispondere alle domande della magistratura e non potrà occuparsi di amministrare Prato”.

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