Temporary shop come ricetta anticrisi (e attira turisti) per i fondi sfitti in centro storico: domani un convegno per lanciare l’idea
22 Novembre 2011
Potrebbe calzare a Prato come un guanto il progetto integrato “Temporary spaces e stores”, che intanto sfoggia un nome accattivante e evocativo come ContemPOrary. Oggi a Prato, purtroppo, si calcola che ci siano 600 fondi sfitti e un progetto per l’utilizzo di questo strumento permetterebbe di valorizzare il centro storico, rinnovando l’immagine della città e suscitare un nuovo interesse da parte dei consumatori locali e non.
Il presidente della Provincia Lamberto Gestri, l’assessore allo Sviluppo economico e alla Cultura Edoardo Nesi, l’assessore alle Attività produttive del Comune di Prato Roberto Caverni e Irene Sanesi, la madrina del progetto, hanno presentato stamani quella che hanno definito un’occasione innovativa facendo tutti insieme un appello ai giovani, imprenditori o no, perché partecipino domani, mercoledì 23 novembre, nella sala consiliare di palazzo Buonamici (ore 15.30) all’incontro con ContemPOrary.
Irene Sanesi ha presentato il progetto spiegando come a Milano sia nata nel 2008 la società Assotemporary, che raccogliendo sollecitazioni da proprietari immobiliari e imprenditori, ha creato una rete con circa 60 spazi aderenti che si offrono ai brand per realizzare una strategia di marketing e comunicazione innovativa. “Le aziende affittano spazi anche solo per una settimana, per farsi conoscere o presentare un nuovo prodotto e così entrano subito in contatto con il consumatore, i proprietari di immobili attraverso la rete riescono ad avere gli spazi occupati praticamente tutto l’anno – ha spiegato Sanesi – Per gli imprenditori pratesi potrebbe essere un’opportunità ma la rete incentiva anche il doppio binario: aziende pratesi che si fanno conoscere fuori e aziende non pratesi che vengono qui. Senza contare la contaminazione culturale. Per esempio il Museo del Tessuto che nella settimana della moda apre un book shop a Milano per promuoversi, potenziando l’immagine, avvicinando possibili visitatori e chissà, anche futuri partner. E’ la classica ricetta di trovarsi nel posto giusto al momento giusto”.
Sanesi ha aggiunto che nel centro Italia non ci sono realtà come Assotemporary, neanche a Roma e Firenze. “Prato potrebbe fare da apripista utilizzando i tanti fondi sfitti del centro storico, ma anche i suggestivi luoghi di archeologia industriale”. L’attività del Temporary space coinvolge inoltre un indotto interessante, fra addetti alla contrattualistica, all’allestimento e al catering e comunicatori.
Domani ad aprire il convegno ci saranno i saluti del presidente della Provincia Lamberto Gestri e del presidente della Camera di Commercio, anch’essa partner del progetto, Carlo Longo. Ci saranno poi l’esperto di marketing e comunicazione Edoardo Gori e il segretario di Assotemporary Massimo Costa, che spiegheranno come nasce e si evolve il fenomeno in Italia. Francesco Tavanti, di Melys srl e il presidente del Museo del Tessuto, Andrea Cavicchi, illustreranno, servendosi di un video, l’importanza della comunicazione da parte dei musei attraverso nuovi canali e le possibilità che i temporary potrebbero offrire in questo senso, permettendo anche di dialogare con pubblici diversi non tipicamente museali. Conclude l’incontro l’assessore Nesi.












Finalmente qualcuno che comincia a capire come va il mondo.
Nuove idee, bella iniziativa, dobbiamo dominare la cresta dell’onda del cambiamento, Prato ha le capacità per farlo.