PRATO SCOMPARSA/Da Kursaal a Mikado, da Banchini a Politeama: nascita, declino e rinascita del teatro di via Garibaldi
10 Novembre 2011
Dopo aver parlato del Metastasio, non si può prescindere dal citare un’altra grande realtà teatrale storicizzata della città, il celebre Politeama Pratese. Il leggendario sportivo pratese Bruno Banchini all’inizio del ventesimo secolo aveva un sogno: realizzare un teatro. Fu così che acquistò alcuni edifici tra via Garibaldi e via Tintori, e nel 1910 realizzò quella che nei primi tempi era solo una modesta arena, ma funzionante, e che all’inizio aveva il nome di Kursaal, utilizzata come spazio per operette o primordiali proiezioni di film, ovviamente ancora muti. In un periodo successivo, e relativamente breve, fu allestita una struttura lignea e vari apparati che lo fecero somigliare ad un giardino giapponese, fu infatti chiamato Mikado, ed utilizzato anche come semplice parco di divertimenti. E’ nel 1917 che finalmente proseguirono i lavori, vennero creati l’anfiteatro coi gradoni, ed il palcoscenico, e succesivamente completate le barcacce, ma restava il problema di come riuscire a coprire tutta la struttura.
Entrò in scena il celebre architetto Pierluigi Nervi, pioniere del cemento armato, che affiancò nei lavori il collega Ubaldo Norchi, autore del disegno di tutti gli stucchi.
Strutturalmente, Nervi concepì una volta di travi incrociate su due cerchi concentrici che rendevano autoportante l’intero tetto, oltre ad un fantastico sistema per aprire la volta durante la stagione estiva, e con l’ausilio del pittore Guido Dolci, nel 1925 si era pronti ad inaugurare il nuovo Politeama Banchini.
I primi dieci anni circa di attività, inaugurati dalla messa in scena di una sublime Tosca, furono caratterizzati dal proseguo dei lavori sopra al palco ed i camerini, dal 1934 era tutto completo e iniziarono anche prestigiosi cartelloni annuali di lirica.
Nel 1938 la struttura passò in mano all’amministrazione comunale, venendo sempre meno utilizzata come teatro, e sempre più come cinema, ma va sicuramente ricordata la grande esibizione, tra gli altri, di Beniamino Gigli in “Andrea Chenier”. Dal 1944 al 1948 ci furono grandi ed importanti lavori di modifica, tra i quali la demolizione della gradinata intorno alla platea, e il cinema/teatro divenne Politeama Pratese.
Negli anni ’50 Nervi tornò, dopo trent’anni, per restaurare la volta, che già mostrava primi segni di cedimento ed era abbisognevole di interventi di manutenzione straordinaria.
Dagli anni ’60 l’attività del Politeama proseguì, ma sempre più miseramente, e come succedeva a molti cinema, a metà anni ’80 ha chiuso per lungo tempo i battenti.
Dopo una scampata fine ingloriosa, che ne avrebbe accostato il destino a quello del “Nuovo Cinema Paradiso” di Tornatore, negli anni ’90 venne instaurato un comitato per la sua salvezza, e grazie ad un team di finanziatori, nel 1999 il Politeama è tornato agli antichi splendori, completamente restaurato e adeguato alle vigenti norme in tema di sicurezza, divenendo nuovamente uno dei punti di riferimento della cultura a Prato.
Daniele Nuti
Prato Scomparsa











