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Centro di ricerca sino-italiano al Creaf, nasce un gruppo di lavoro istituzioni-categorie economiche: disco rosso ad ogni accordo sul cardato

28 Novembre 2011 C Categoria: Vita in città

Sarà un gruppo di lavoro formato da rappresentanti di industriali, artigiani e  delle istituzioni a mettere nero su bianco le istanze che il distretto tessile vuole fare arrivare alla Regione in vista della definizione dell’accordo sul centro di ricerca italo cinese che potrebbe trovare collocazione al Creaf.  E’ il risultato dell’incontro  convocato dal presidente della Provincia, Lamberto Gestri, per questa mattina anche sulla scia delle polemiche delle settimane scorse, sollevate prima di tutto dagli industriali. Erano presenti, oltre alla vicepresidente Ambra Giorgi, Vinicio Biagi per la Regione Toscana, Roberto Caverni per il Comune di Prato, il presidente di Creaf, Luca Rinfreschi, il presidente dell’Unione industriale, Riccardo Marini con il direttore Marcello Gozzi, il presidente di Cna, Anselmo Potenza, quello di Confartigianato, Luca Giusti con il direttore Galli. Presenti il sindaco di Cantagallo, Ilaria Bugetti, il vicesindaco di Vaiano, Primo Bosi e l’assessore del comune di Carmignano, Sofia Toninelli.
“Prima di firmare qualsiasi accordo è importante che industriali e artigiani chiariscano la loro posizione. Le scelte vanno condivise”, ha annunciato Gestri aprendo l’incontro. Tutti insieme, dunque,  attorno a un tavolo per discutere sulla convenienza dell’apertura a Prato del Centro di ricerca cino- italiano. Con alcuni distinguo ma con l’obiettivo – comune – di andare a scoprire fino in fondo le carte e in vantaggi di un eventuale accordo. Nel corso dell’incontro è stato sgombrato il campo dal dubbio – paventato dall’Unione industriale – che nella bozza dell’intesa  ci fossero riferimenti al cardato.  Determinato a questo proposito l’intervento dell’assessore allo Sviluppo economico del Comune di Prato, Roberto Caverni: il cardato rappresenta una produzione strategica del distretto e  su di essa non si possono trattare scambi di conoscenze con la Cina.
Il presidente Marini ha messo sul tavolo alcuni interrogativi circa  l’efficacia, in termini di vantaggi per le imprese italiane che esportano, di un una struttura di certificazione che potrebbe trovare sede nel centro di ricerca. Per il presidente dell’Unione, infatti, sarebbe decisivo incidere sulle procedure che riguardano la dogana, fermo restando che la materia generale è di pertinenza europea e che comunque dovrebbe essere la Cina stessa ad assumere decisioni che sanino in via definitiva le asimmetrie di fatto negli accessi ai mercati. Dagli artigiani – hanno parlato Giusti e Potenza – è venuto un invito a un forte coinvolgimento delle forze economiche nella definizione dello scenario dell’accordo. E’ stato lo stesso presidente di Cna, Potenza, a proporre la creazione di un tavolo operativo per decidere cosa chiedere.

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