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Bruciare rifiuti in maniera pulita per ottenere energia: è made in Prato il primo pirogassificatore mobile

10 Ottobre 2011 C Categoria: Vita in città

La Enertech, azienda pratese con sede a Narnali che si occupa di progettazione e costruzione di impianti industriali, ha presentato stamani il “cuore” (ciclo termico) di un innovativo impianto di pirogassificazione che è in grado di produrre vapore per il teleriscaldamento dai rifiuti. La struttura sorge a Montemurlo ed ha la particolarità di poter essere smontato e trasportato altrove nel giro di poco tempo.
“Dopo aver effettuato la progettazione, la nostra azienda ha recentemente concluso le fasi di costruzione di un porzione di impianto di pirogassificazione e cogenerazione destinato ad essere alimentato da rifiuti differenziati – spiegano alla Enertech -  Visto le caratteristiche di alta innovatività che questo progetto  rappresenta abbiamo voluto condividere questa esperienza con tutti, a partire dagli amministratori locali e dai mezzi di informazione. Siamo convinti che in questo momento di grande difficoltà per le imprese il distretto c’è bisogno anche di segnali di speranza come questo”.
La sezione progettata e realizzata da Enertech -  sulla base della commessa di una impresa toscana – fa parte di un innovativo impianto mobile (senz’altro uno dei primi in Italia ed Europa) che si allestisce in tempi record  ed è in grado di gestire anche le grandi emergenze. E’ stata temporaneamente montata nella zona industriale di Montemurlo, prima della definitiva consegna alla committenza con cui è già stata effettuata la validazione d’impianto.
Il pirogassificatore ha appunto come cuore il “combustore” ovvero l’apparecchiatura in cui si gassifica il rifiuto e si brucia il syngas ad alta temperatura in modo tale da massimizzare l’efficienza di combustione evitando la produzione di sostanze nocive. Si tratta di una nuova tecnologia di combustione in tre stadi di cui l’ultimo ad altissime temperature.
L’impianto è di piccola taglia, caratterizzato da un elevato contenuto tecnologico e d’innovatività. Una delle sue particolarità è appunto quella di poter essere totalmente semovente permettendo così di rispondere ad eventuali emergenze ambientali in tempi rapidissimi. L’impianto produce 3300kW termici e 630kW elettrici. Si monta in circa 3 settimane (nulla in confronto a quanto ci vuole per costruire un impianto di tipo tradizionale, si parla di almeno un anno)
Innegabili i vantaggi.  La combustione dei rifiuti, se non diversamente recuperabili, riduce la quantità da destinare alla discarica e genera vapore ad alta pressione. Con tale vapore viene azionata una turbina che produce energia elettrica. Non solo la turbina libera anche  vapore a bassa pressione che possiede ancora un’elevata quantità di energia termica recuperabile che può  essere utilizzata per alimentare reti di teleriscaldamento. Condensando il vapore a bassa pressione in uscita dalla turbina, si produce infatti acqua calda (100-110°C) utilizzabile per teleriscaldamento industriale e/o civile.  In tal modo i rifiuti da “problema” diventano risorsa.


Commenti anonimo 1 anno fa

Ok, bene ottimo, ora resta da far capire ad asm che se noi cittadini facciamo la raccolta differenziata è per motivi come questo, non certo per facilitare il lavoro a loro… Per cui, i costi destinati ad asm possono essere spesi in due o tre di questi impianti, e sicuramente nel giro di sei mesi avremmo ripreso tutti i costi, o sparo cazzate?
Via, sveglia, su…

Commenti robys 1 anno fa

Perfetto! Adesso iniziamo ad utilizzarlo nel nostro comune .

Commenti Alex-G 1 anno fa

Sarebbe interessante sapere cosa ci mettono dentro, giusto per capire se la differenziata ha un senso, in fondo non sono altro che dei mini “dissociatori molecolari” ovvero dei mini inceneritori a gassificazione.

Allora mettiamo nel conto anche questo:
Da anni (almeno 4) esiste un sistema: il THOR che fa le stesse cose e anche meglio perchè DIFFERENZIA tutto ciò che è difficile differenziare a mano (quindi il cosiddetto sovvallo, ovvero i rifiuti “non diversamente recuperabili)
http://www.google.com/search?q=thor+rifiuti

è un altro sistema che però prevede un trattamento a freddo a monte, la parte CDR può anche essere limitata alla sola massa organica-biologica, il resto differenziato per il recupero.

Un po’ di sana concorrenza non fa mai male.

Commenti Grazia Lettiere 1 anno fa

Queste cose ti fanno riflettere che ogni tanto basta poco per trasformare un “problema” in una risorsa a tutti gli effetti, peccato che in italia di iniziative di questo tipo se ne vedano gran poche.

Commenti frank 1 anno fa

Caro Alex, non capisco il problema … il thor è in fase sperimentale..i dati relativi al suo bilancio energetico sono negativi (nel senso che consuma molta energia rispetto a quella che produce) inoltre come prodotto commerciale non esiste. Se la tecnologia verrà perfezionata sarà comunque interessante come trattamento ultimo del non riciclabile. Per quanto riguarda il tuo “cosa ci mettono dentro” sarebbe l’ora di finirla con lo speculare sulla paura e agitare le folle perchè le best practices sul trattamento di rifiuti si concudono tutte con termovalorizzazione (vedi Rapporto sul Waste Management GreenPeace)certo che prima c’è la differenziata, ma il trattamento ultimo è sempre quello (con tecnologie sempre meno impattanti). Se poi hai altre soluzioni che siano percorribili, e quindi anche economicamente sostenibili, fatti avanti perchè come si dice le chiacchere non fanno farina.

Commenti Alex-G 1 anno fa

Ma quale fase sperimentale….
il THOR è in produzione già da qualche anno, e ci sono già commesse in italia ma *soprattutto all’ estero, sono lo stesso inventore e la ditta che lo costruisce ad affermarlo
http://scaloni.it/popinga/un-convegno-sulla-raffinazione-dei-rifiuti/

I dati negativi sul suo bilancio energetico magari facceli vedere perchè NON mi risultano

Basta con questa storia che si specula sulla paura (e poi gli unici a speculare sono le aziende che si èprendono una marea di incentivi statali con gli inceneritori) dal momento che troppo spesso i valori di emissione di impianti come quello di maontale sono completamente fuori norma (e c’e’ ampia documentazione in proposito) siccome sono dati CERTI e affatto rassicuranti, chiedere come un nuovo impianto funziona è cosa assolutamente legittima, chi non risponde oppure tergiversa o peggio accusa gli altri di agitare le folle quando abbiamo valori di diossina (proveniente da montale) elevati pure nel latte materno… è delegittimare una sacrosanta richiesta di CHIAREZZA.

Infine c’e’ *sempre* una cosa cge sfugge a quasi tutti: per una semplicissima questione di FISICA la quantità di materia che entra nell’ incenerimento (o nel dissociatore-gassificatore) ne esce pari pari… X Tonnellate entrano, X tonnellate escono, perchè NUlla si crea e Nulla si distrugge ma TUTTO si trasforma, e nelle reazioni di combustione chimica NON c’e’ significatova perdita di massa, ERGO che fine fanno le tonnellate di rifiuti che entrano nell’ inceneritore? Si trasformano
1) In GAS (CO2 e altre sostanze)
2)POlveri
3) Residui solidi

Quindi anche se quell’ impuanto abbatte gli inquinanti volatili, rimangono la CO2 e il residuo solido che è sempre un *rifiuto da smaltire* ed è sempre rifiuto speciale tossico.
Quello NON si elimina MAI con qualsiasi sistema a combustione.

Quindi almeno per quel residuo le discariche servono comunque.

Saluti.

Commenti Alex-G 1 anno fa

Per questo è importante sapere COSA entra dentro, perché se ci viene messo materiale plastico/chimico è un conto, se invece viene pirolizzato-gassificato solo materiale organico biologico (si può gassificare anche il legno, in germania gassificano anche gli sfalci) il problema dell’ inquinamento è estremamente ridotto perchè alla fine avremo ceneri e biogas, quindi il sistema enerthech può andare benissimo, dipende da cosa viene introdotto e come funziona, 2 richieste *semplicissime* alle quali non dovrebbe esserci difficoltà a dare risposta.

Commenti frank 1 anno fa

Caro alex, forse se rifletti sul tipo di trattamento del Thor ti viene in mente perchè è energivoro. In secondo luogo forse,e sottolineo forse, il primo impianto sarà costruito nel comune di Pieve Emanuele (MI), quindi non è un prodotto commerciale, ricordati che qualcuno stà vendendo già la fusione fredda.Il problema delle scorie è senza dubbio annoso ed in effetti è il motivo per cui non si fà una termovalorizzazione indistinta. I processi sono quindi orientati ad ottimizzare la combustione per produrre degli ossidi di carbonio (facilmente trattabili – elettro filtrazioni,carbon sequestration etc.) e delle scorie inerti impiegati nell’edilizia e. Purtroppo la cattiva gestione e l’intervento poderoso di interessi economici in barba all’interesse collettivo ha indotto l’opinione pubblica ad avere timore della stessa parola termovalorizzatore. Ma questo è un problema culturale che non trova riscontro all’estero dove la termovalorizzazione è ampliamente accettata, magari anche perche la collettività ne trae vantaggio attraverso le reti di teleriscaldamento ed il costo competitivo del kW elettrico prodotto. Farsi domande su cosa ci mettono dentro significa avere il preconcetto che l’utente sia disonesto e criminale perchè dovresti sapere che questo tipo d’impianti non accettano e non possono essere alimentati con combustibile indistinto. Potrai obiettare che a pensare male si fa peccato ma… in Italia. E allora ti rispono che forse è il caso che ognuno e dico ognuno decida che vuole vivere in un paese migliore.

Commenti Alex-G 1 anno fa

LA questione THor mi interessa rlativamente, la mia voleva essere più che altro una provocazione dato che, per aziende che intendono stare sul mercato, dovrebbe essere questo a decretare il maggior successo di un sistema piuttosto che di un altro in base alla validità tecnica, qualità e alla reddittività; alla fine se serve a bruciare rifiuti (anche se non è esattamente così) diventa pari a tutti gli altri sistemi.

Tuttavia quando parliamo di interessi collettivi come quelli implicati nella gestione dei rifiuti non possiamo ridurre tutto alle regole del mercato perchè prima di tutto e sopra tutto c’è la tutela dell’ interesse dei cittadini e del bene comune.

Detto questo le faccio presente che pure l’ incenerimento in generale ha necessità di interventi economici a sostegno (vedere CIP6 tolto a tutte le fonti assimilate tranne che agli inceneritori) che poi vi siano casi particolari che non ne hanno necessità è anche possibile ma tutto da verificare; e i dati di sformento dei parametri di impianti come quelli di Montale e di Parma ( quest’ ultimo a torto considerato addirittura uno dei “migliori” esempi di impianti sicuri in Italia) che inducono la pooplazione più informata a pensar male di questi sistemi, sono una realtà provata e documentata e non l’ invenzione di chissà quali “potenti interessi economici”.

Per cui senza nulla togliere alla validità tecnica degli impianti in questione (comunque da verificare nel tempo) ci permetta il legittimo beneficio del dubbio che sono certo si potrà dissolvere semplicemente con le verifiche sul campo.

Commenti mario 1 anno fa

qui c’è un aggiornamento su Thor
http://www.iltamtam.it/Generali/Ambiente-e-Territorio/Rifiuti–Thor-e-morto-ma-il-suo-martello-umbro-picchia-ancora.aspx

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