Nuovo impulso al patto di area metropolitana tra Prato, Firenze e Pistoia. Dai tre presidenti una difesa del ruolo delle Province
23 Luglio 2011
Mentre il dibattito sul futuro delle Province e sugli assetti istituzionali in Toscana si fa sempre più incandescente i presidenti delle Province di Firenze, Prato e Pistoia – con molta concretezza – lavorano a un patto per lo sviluppo dell’area metropolitana. Il piano sarà definito e sottoscritto in autunno. Lo hanno annunciato ieri sera, nel giardino di Palazzo Buonamici a Prato, Andrea Barducci, Lamberto Gestri e Federica Fratoni, incalzati dalle domande del direttore di Toscana Tv Daniele Magrini, nel corso di un incontro dal titolo emblematico: Tutti per uno, uno per tutti? L’incontro si è concluso con una degustazione “metropolitana” a cura di Slow food a base di mortadella di Prato, pecorino del Mugello e cialde di Montecatini. Non è una novità che Gestri, Barducci e Fratoni abbiano posizioni diverse. La “Grande Provincia” del presidente Barducci con convince Gestri e neppure Fratoni. I tre presidenti però sono decisi con determinazione, non da ora, a collaborare e i risultati già ci sono: si sta lavorando insieme su fronte del turismo sulla base di un protocollo attivo già da tempo; insieme sono stati definiti i progetti da sottoporre alla Regione per l’innovazione, la tecnologia e la ricerca; le tre Province sono impegnate anche nella definizione di un sistema di mobilità leggera collegata all’ambiente e al turismo che comprende piste ciclabili e un sistema di ippovie. Il confronto è continuo sulle infrastrutture e sullo sviluppo.Sui toni del dibattito, anche nazionale, che riguarda il futuro delle Province e sulla cosiddetta Legge Nencini sul riordino degli assetti istituzionali in Toscana i tre presidenti, in linea con quanto ha sostenuto l’Upi toscana, partono all’attacco. Non hanno dubbi: si sta affrontando il problema in maniera strumentale e demagogica. Si sta facendo una grande confusione e non certo nell’interesse dei cittadini, affermano Barducci, Gestri e Fratoni. “E’ necessario razionalizzare e riorganizzare – afferma Fratoni – ma dobbiamo considerare come punto di riferimento fondamentale i livelli istituzionali individuati dalla Costituzione: Regioni, Province e Comuni. Mi chiedo, ad esempio, se sono necessari 40 Consorzi di bonifica in Toscana”. E mentre Barducci invoca “un salto di qualità della politica nell’affrontare la questione”, Gestri rincara la dose e sostiene che “manca una discussione vera, sul merito delle cose e davvero dalla parte dei cittadini”. Non sono teneri i tre presidenti con la Legge Nencini: siamo stati messi di fronte al fatto compiuto e molte aspettative sono andate deluse, affermano. La riduzione delle Province basata su somme algebriche non ha senso”, sottolinea la presidente Fratoni, mentre Barducci e Gestri sostengono che “è necessario fare un intervento di riorganizzazione coraggioso che definisca la competenze e semplifichi la vita dei cittadini”.












Un area metropolitana allargata alle tre province potrebbe essere una valida alternativa alle strutture attuali che le guidano .Soprattutto si potrebbe razionalizzare ed eliminare una miriade di consorzi ,comunità nelle pieghe dei quali si nascondono costi difficilmente controllabili
Bisogna eliminare gli enti inutili, non ridurli.
Tutti a casa!