Verso Prato distretto verde: il progetto Cardato Regenerated CO2 Neutral ha permesso di non liberare nell’aria 3.500 tonnellate di anidride carbonica
29 Marzo 2011
Carlo Longo e Riccardo Marini
I risultati conseguiti sono stati presentati oggi a Prato al Palazzo dell’industria in un convegno incentrato sul progetto stesso ma anche sulle prospettive di mercato per i prodotti tessili riciclati. Nel caso della lana cardata rigenerata si tratta di una produzione tipicamente pratese e spiccatamente ecologica già di per sé: infatti il riutilizzo di fibre già trattate consente di limitare le lavorazioni e l’uso di prodotti chimici, con un bilancio energetico contenuto e sottraendo ogni anno 22 tonnellate di materiali al ciclo di smaltimento dei rifiuti. Queste caratteristiche intrinsecamente “verdi” della lana rigenerata si accentuano ulteriormente con le procedure previste dal progetto Cardato Regenerated CO2 Neutral. I prodotti tessili che portano questo marchio infatti sono i primi certificati a “zero emissioni”: le emissioni in atmosfera, già ridotte al minimo, vengono annullate con l’acquisto di crediti verdi.
Nei 18 mesi trascorsi dall’inizio del progetto è stata compensata una quantità di CO2 pari a 3.516 tonnellate: una quantità equivalente – per dare un ordine di grandezza – a quella emessa da un’auto per compiere 340 volte il giro del mondo. Il convegno è servito anche per chiarire l’entità dei costi relativi alla compensazione, in termini di acquisto dei crediti resi disponibili dalla Camera di commercio di Prato: al netto dei costi di consulenza e certificazione, si va dai 2 euro a tonnellata per la fibra rigenerata ai 7 euro per i filati da maglieria, mentre nel caso dei tessuti i costi si aggirano su 1,3 centesimi al metro. Oneri esigui, quindi, per acquisire una connotazione “verde” che può essere fatta valere commercialmente.
Al convegno hanno partecipato oltre ai presidenti della Camera di commercio di Prato Carlo Longo e del Consorzio per il cardato Riccardo Marini, anche Massimiliano Bruschi di Prima Q, Sabrina Bruschi di Tüv Sud Italia, Fabio Iraldo della Scuola Superiore Sant’Anna di Pisa e Giusy Bettoni di Class.
“La risposta delle imprese a questa iniziativa è stata davvero molto positiva – commenta Carlo Longo, presidente della Camera di Commercio di Prato – Abbiamo lanciato il progetto con la finalità di dare a un prodotto tradizionale come il cardato un appeal green che potesse valorizzarne le caratteristiche sul mercato: credo che i risultati dimostrino che siamo riusciti nel nostro intento. Adesso stiamo pensando a come far crescere il marchio, che resta aperto anche a nuove imprese che volessero aderire”.
“Il Consorzio ha guardato con interesse al progetto fin da subito – aggiunge Riccardo Marini – Le sue finalità infatti sono in linea con quelle consortili e coerenti con l’impegno che il distretto sta esprimendo per evidenziare e promuovere la propria connotazione ecologica”.











