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VERSO IL VOTO/L’Udc punta tutto su Bosi: “In Regione da soli contro l’inciucio Pd-Pdl. A Prato fedeli a Cenni”



bandiera_udcMattinata pratese per il segretario nazionale dell’Udc, Lorenzo Cesa. Accompagnato dai vertici locali del partito ha dapprima visitato gli affreschi di Filippo Lippi nella cattedrale del Duomo e poco dopo incontrato un drappello di simpatizzanti nella sala della circoscrizione centro, dove si sono visti molti voti noti: i candidati del listino provinciale, l’assessore Caverni e soprattutto il candidato alla carica di governatore per il partito di centro, Francesco Bosi.
“La nostra è una scelta coerente contro un bipolarismo inconcludente e rissoso. Per questo anche in Toscana corriamo da soli e ci schieriamo contro l’inciucio fra il Pd ed il Pdl” ha definito la linea Cesa. Un assunto rafforzato dalle parole del candidato Bosi, che ha ampliato il campo delle accuse agli ex alleati del Popolo della Libertà: “Quando abbiamo fatto un appello a tutto il centrodestra a convergere per le regionali non abbiamo ricevuto risposta. Si sono messi d’accordo col Pd per approvare una legge elettorale che non solo inserisce lo sbarramento, ma di fatto impedisce anche le alleanze. E’ evidente che non sono interessati a vincere, il Pdl non ha mai mostrato a costruire un’alternativa e si accontenta di essere l’unica opposizione”. Per Bosi l’obiettivo dell’Udc è quello di dare rappresentanza al “risentimento civile e democratico contro lo schema bipolare”. Nel concreto la situazione descritta vede “da una parte l’egemonia da 40 anni della sinistra a livello regionale, che toglie spazi ai privati ed agli enti locali, dall’altra la finta opposizione del Pdl”.
Divergenze regionali  che, però, non intaccano minimamente il sodalizio fra i centristi e Roberto Cenni, il quale ha portato un saluto verso la fine dell’incontro. A spiegarlo è stato lo stesso Cesa: “Con il sindaco c’è un patto basato sui fatti concreti di Prato e noi saremo leali”. Fra le questioni pratesi, anche per il segretario dell’Udc, spicca la questione immigrazione: “E’ un problema serio e va affrontato facendo rispettare le regole verso chi non ha i permessi di soggiorno, non è pensabile che a Prato ci siano 15mila cinesi clandestini”. In tal proposito Cesa, da presidente dell’associazione Italia-Cina, ha ricordato la speranza di una possibile collaborazione con gli orientali: “Ho incontrato recentemente in un viaggio in Cina le autorità e gli imprenditori, tutti mi hanno chiesto la possibilità di investire. Benvengano - ha sottolineato - ma a condizione che ciò avvenga nel segno della legalità e della trasparenza”.
Sull’altro argomento incandescente dell’agenda politica pratese, legalità e sicurezza è stato Bosi a rammentare “l’Udc per prima ha chiesto un Cie in Toscana”. Mentre Cesa è partito lancia in resta contro la Lega Nord: “Cavalca la paura a livello territoriale, ma con Maroni taglia di 11 miliardi di euro nei prossimi 3 anni i fondi per le forze dell’ordine. Come pensa di far rispettare le regole in questo paese?”. Per il capitolo regionali Bosi è tornato a definire i punti più qualificanti del suo programma elettorale “vogliamo inserire per i tributi regionali il quoziente familiare. Sulla salute vogliamo favorire l’integrazione fra pubblico e privato in maniera tale da garantire prestazioni sanitarie più rapide. Tre mesi per un esame diagnostico sono troppi e lo stesso Rossi deve ammettere che il sistema sanitario in Toscana è in crisi”. Impegno anche sul fronte del lavoro “esenteremo dal pagamento dell’Irap le imprese che assumeranno i giovani”. A completare gli intendimenti programmatici “basta ai veti della sinistra rosso-verde sulle infrastrutture e basta alla storia che soltanto col fiocchino rosso si possa fare carriera”. Il segretario provinciale e capolista del listino pratese per le regionali Enrico Mencattini, inoltre, ha apprezzato la collocazione autonoma dell’Udc “in Toscana siamo più liberi che nel resto d’Italia” e sprizzato ottimismo sull’esito elettorale “a Prato potremmo conquistare un consigliere”.

Carlandrea Adam Poli


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