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VERSO IL VOTO/Dal Met ai trasporti l’Udc sposa la linea Cenni, ma con un altolà alla Lega: “Rincorrono il consenso invece di rispettare i patti”



bandiera_udcSe nel centrodestra pratese non mancano in questi giorni le richieste preventive di un rimpasto nella giunta comunale, esiste un partito che è stato beneficato dalla mancata applicazione del manuale Cencelli: l’Udc. Alleggeriti dal bisogno di adottare linee comunicative energiche, i centristi avanzano verso le prossime regionali con il punto fisso della recriminazione verso il Pdl per un’alleanza sfumata, nonostante i punti di convergenza sul programma di governo, e con la tranquillità data dal controllo di molte leve del potere. Le attività produttive, la mobilità, i lavori pubblici ed il patrimonio infatti sono terreno di competenza del “pluriassessore” Roberto Caverni, come lo chiamano scherzosamente gli stessi quadri Udc. A lui, quindi, spetta un po’ il compito di difendere in ogni ambito le scelte compiute dall’amministrazione in questi mesi. Partendo dalla stretta attualità, con la guerra ingaggiata e vinta per il controllo del Metastasio: “Non c’è mai stato un atteggiamento conciliante dai consiglieri, al sindaco non fecero neppure aprire bocca all’assemblea dei soci dicendo che il CdA aveva tutte le competenze in materia”. Con una bocciatura senza appello per direzione artistica di Tiezzi: “Non ha funzionato come dimostrano i numeri: appena 200 mila euro di fatturato a fronte dei 5 milioni di costi” e contro la sinistra “evidentemente non si sono ancora rassegnati ad aver perso le elezioni. Pretendono ancora di dettare le linee al Comune”. Una posizione che non impedisce a Caverni di giustificare la morbidezza del sindaco verso gli altri enti partecipati e controllati dal Comune: “evidentemente non c’erano necessità impellenti, neppure su Gida”. E quasi si schernisce sulla proposta di Carlesi di convocare un consiglio comunale straordinario sui temi economici: “L’abbiamo già fatto nel 2009”.
Su Lam e stanze urbane la difesa delle soluzioni approntate va di pari passo con la critica dei suoi predecessori. “La Lam va bene adesso con le modifiche apportate, che permetteranno di arrivare all’ospedale, mentre la giunta precedente preferiva portare i pratesi alla Coop” racconta Caverni, tracciando un bilancio poco confortante sui risultati raggiunti dalla mobilità: “Dopo 10 anni ha perso clamorosamente la sfida col trasporto privato, perché sono stati fatti investimenti in favore delle lamentele di comitati e cittadini, adesso torna ad essere un servizio sociale non in concorrenza col traffico”. E sull’accessibilità del centro Caverni difende la linea del riequilibrio nel rapporto fra residenti e commercianti all’insegna di una fascia ermetica più stretta protetta da un sistema di rilevamento con le telecamere già collaudato a Mantova.
Maggiormente concentrato sulla prospettiva è il segretario provinciale e capolista a Prato dell’Udc, Enrico Mencattini. Che offre una lettura più attenta del rinnovo del CdA di Asm: “Il vero potere sta nelle cooperative e nelle società partecipate dall’azienda. È giusta la scelta del sindaco di valorizzare le professionalità nella selezione dei consiglieri. Secondo noi servirebbe un organo istituzionale per consentire un rapporto più forte fra il comune e le società partecipate”. Appetiti, quindi, da contenere e che portano a respingere con fermezza le richieste di rimpasto della Lega Nord: “Avanzano richieste in rottura con la linea del sindaco, sfruttando un probabile risultato elettorale” ironizza Francesco Querci. “Siamo contrari all’assessorato al centro storico alla Lega, perché Borchi e Taiti stanno lavorando molto bene. Inoltre i leghisti devono rispettare i patti” chiosa senza sconti Mencattini. Abbondano le punture di spillo agli alleati-avversari: “Rincorrono freneticamente il consenso, ma non conoscono la realtà cinese” fa notare ancora Querci. Caverni se la prende anche con il modus operandi dei padani: “Agiscono in maniera eclatante e priva di sostanza. Sbandierano proposte di ordinanze per cose già esistenti, a Prato, per esempio. esistono già come a Cittadella dei requisiti stringenti per ottenere la residenza”.
In ambito propositivo l’Udc riparte dalla piattaforma delle scorse elezioni provinciali con tanti piccoli progetti: il polo d’eccellenza alimentare, il nuovo modello di Housing Sociale a beneficio di studenti e migranti, fino ad arrivare all’obiettivo termovalorizzatori zero per tutelare l’ambiente. Sull’immigrazione l’auspicio è di guardare non solo alla lotta all’illegalità, ma anche alle possibilità di esportazione verso la Cina che aprirebbero notevoli opportunità lavorando sui canali giusti. Anche in questo caso con una precisa distinzione dalla Lega: Per la sicurezza siamo più interessati a potenziare la polizia che a mettere su le ronde”.

Carlandrea Adam Poli


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