Quinta Giornata del rene, a Prato cresce il numero di pazienti che hanno bisogno della dialisi
E’ fissata per domani, giovedì 11 marzo, la quinta giornata mondiale del rene per informare sul danno renale cronico e sensibilizzare sulla necessità di prevenzione e diagnosi precoce. Sono circa 160 i pazienti pratesi sottoposti a trattamento dialitico nell’Unità Operativa Nefrologia diretta dal professor Marcello Amato, ma il numero dei pazienti nefropatici in terapia sostitutiva (emodialisi, dialisi peritoneale) aumenta al ritmo di circa il 4-5% all’anno a causa del combinarsi di fattori come l’invecchiamento della popolazione, l’alta incidenza di diabetici, problematiche cardiovascolari, obesità e fumo.
Nel 2009 sono stati effettuati oltre 23mila trattamenti di emodialisi in regime ambulatoriale e circa 3mila per i pazienti ricoverati. L’Unità operativa Nefrologia effettua anche un turno di emodialisi serale, dalle ore 19 alle ore 21, con cadenza trisettimanale ai fini di ampliare l’offerta terapeutica per specifiche esigenze occupazionali dei pazienti e per aumentare il numero dei trattamenti. All’interno dell’Unità Operativa Nefrologia, sono operative 36 postazioni tecniche di dialisi. L’attività di dialisi peritoneale costituisce una realtà consolidata con sedici anni di attività. Personale specificatamente preparato è in grado di istruire e controllare il paziente sia attraverso la dialisi peritoneale manuale che quella automatizzata. Nell’anno 2009 sono stati effettuati circa 2800 trattamenti.
“Un semplice esame delle urine e il dosaggio della creatinina nel sangue - spiega Marcello Amato, direttore dell’Unità operativa Nefrologia e dialisi dell’Asl 4 – sono il primo passo per diagnosticare una malattia del rene. Identificare una malattia renale in fase precoce può essere utile per prevenirne l’evoluzione e le complicanze”.
Al quinto corso avanzato in nefrologia e tecniche della dialisi organizzato dal professor Marcello Amato, presso l’Art Hotel Museo di Prato è emerso come la ricerca epidemiologica e farmacologia negli ospedali sia lo strumento che più di tutti offre speranza per il controllo delle malattie renali e per la prevenzione della fase terminale dell’insufficienza renale che richiede dialisi o trapianto. “Nell’Asl 4 – sottolinea Amato - da oltre venti anni si effettua ricerca clinica con il risultato di migliorare la qualità di vita e sopravvivenza dei pazienti che hanno volontariamente aderito agli studi clinici proposti dall’Unità operativa nefrologia e dialisi”.
















