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Cna e Confartigianato tirano le orecchie al governo: “Non sta mantenendo le promesse”



tessituraSono ancora troppo poche le risposte date dalla politica pratese e nazionale alla situazione sempre più critica in cui versa il distretto tessile pratese, mentre la Regione qualcosa ha iniziato a fare. I tempi però sono sempre più stretti. A dirlo sono Anselmo Potenza e Luca Giusti, presidenti rispettivamente di Cna e Confartigianato.  Intanto, chiariscono i due presidenti “molti continuano a fare confusione fra gli interventi per le imprese, gli interventi a favore dei lavoratori e gli interventi a sostegno delle famiglie dei terzisti messi in disgrazia dalla crisi e da una politica quantomeno miope e incapace di tanti committenti che molto spesso, ricorrendo ai fallimenti pilotati, ha smascherato una cultura della furbizia e della scorrettezza ai margini della illegalità”.
Potenza e Giusti danno atto al governo nazionale “di aver investito risorse nelle politiche di sostegno al reddito dei lavoratori dipendenti e insomma, almeno su questo, l’unità dell’impegno delle associazioni imprenditoriali come le nostre e dei sindacati dei lavoratori hanno visto confermare gli strumenti di cassa integrazione che già avevamo ottenuto.
Sul fronte delle imprese – proseguono i due presidenti - sapevamo che la crisi avrebbe cambiato gli assetti e l’organizzazione dell’economia, soprattutto a Prato. Lo abbiamo detto fin dal primo giorno.  Per questo avevamo chiesto aiuti per rafforzare le imprese attraverso acquisizioni, accorpamenti, fusioni e dobbiamo dire che la Regione ha saputo dare delle risposte attraverso finanziamenti e bandi e proprio in questi giorni stiamo trattando una buona proposta per la ristrutturazione delle nostre imprese con Regione e Fiditoscana. Non solo. Accanto a questi strumenti, tramite Fiditoscana e il nostro Artigiancredito toscano, altri fondi regionali per dare fiato e finanza alle imprese li abbiamo ottenuti”.
Detto questo però, arrivano le dolenti note. E i presidenti alzano la voce: “Tutto il lavoro fatto a livello territoriale sta dando risultati incoraggianti, ma non è sufficiente e non può bastare. In questa guerra contro la crisi le uniche risposte che mancano sono quelle  annunciate dal Governo, che continua a dimostrarsi il vero latitante; il grande assente. Due questioni su tutto: dove sono finite le promesse ascoltate più di 2 mesi fa in occasione dell’incontro romano con il senatore Pasquale Viespoli che aveva garantito un impegno forte per trovare risorse e aiuti in grado di favorire l’uscita morbida di imprenditori e contoterzisti ormai allo stremo? Il governo si è scordato che il riequilibrio produttivo passa anche dalla necessità di governare le dismissioni e dalla capacità di garantire un sostegno concreto a quasi 1.500 piccoli e medi imprenditori che stanno vivendo un dramma sociale, oltre che economico?”.  E ancora, si chiedono i presidenti “che fine ha fatto la delibera con cui il governo deve inserire Prato tra i distretti in crisi industriale come previsto dalla Legge 99?
Anche qui abbiamo ascoltato annunci e promesse, ma non si sono visti atti concreti. Eppure, con la Regione abbiamo già costruito un accordo di programma specifico per l’area pratese che riverserebbe sulle aziende i benefici previsti proprio dalla Legge 99″.
Con questi chiar di luna, concludono Potenza e Giusti, “Prato ha esaurito le scorte di pazienza: il Governo non può continuare a sottrarsi alle proprie responsabilità e non può ignorare l’onere di tener fede agli impegni presi con questa città”.


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