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Boom di cassa integrazione (+250% in un anno). Gli industriali: “Le risorse stanziate devono restare a Prato”



Riccardo Matteini

Riccardo Matteini

Le ore autorizzate di cassa integrazione sono solo un indicatore ipotetico dell’andamento del lavoro: fortunatamente non sempre si trasformano in ore fruite. Però i dati più recenti non inducono all’ottimismo. Le ore autorizzate nel periodo ottobre 2009-gennaio 2010 segnano infatti un incremento del 261,3% sul complesso dei settori. E’ un’analisi preoccupata quella fatta dal vicepresidente dell’Unione Industriale Pratese Riccardo Matteini: “Parliamo di valori tendenziali - dice -, quindi calcolati rispetto al quadrimestre corrispondente, ottobre 2008-gennaio 2009. Il tessile supera il 200% con un monte ore sopra le 800mila, l’edilizia in complesso è a +297,5%. Quanto alla meccanica, nello stesso periodo è passata da 120 ore a 74.744 ore. Purtroppo si confermano le previsioni più pessimistiche: ripresa flebile e sostanzialmente priva di effetti positivi sull’occupazione. In questo quadro, è evidentemente non praticabile l’ipotesi ventilata nei giorni scorsi che le risorse per gli ammortizzatori sociali già destinate a Prato vengano riattribuite a tutto il territorio toscano. Purtroppo di queste risorse il distretto avrà bisogno, molto bisogno”.
“A rendere non percorribile questa eventualità - prosegue Matteini - sono del resto non solo le condizioni di eccezionale gravità riscontrabili nel distretto pratese, ma anche un aspetto formale importante: i fondi disponibili sono anche il residuo delle risorse messe a disposizione espressamente per la cassa integrazione straordinaria in deroga nelle imprese del settore moda, calzature e orafo. E’ evidente quindi che Prato debba fruirne quantomeno per la quota parte – amplissima – che il distretto rappresenta per il settore a livello regionale”.


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