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Al Politeama Gianfranco Jannuzzo ci racconta la “sua” Girgenti



gianfranco-jannuzzoGirgenti non è più una città. E’ stata soppiantata da Agrigento, uno dei centri più importanti della Sicilia, e non è che un’ombra di ricordo, un barlume di passato rimasto nella mente annebbiata di pochi siciliani.
Gianfranco Jannuzzo, agrigentino di nascita, sbarca stasera e domani, sabato 13 e domenica 14 febbraio, al Politeama pratese con “Girgenti amore mio”, uno one man show in cui, da attore, ricorda il luogo in cui è cresciuto. “Girgenti è il nome che non c’è più di una città che invece esiste ancora e quindi è molto adatto a spiegare l’intensità della sua presenza dentro di me: Agrigento è un punto sulla cartina, Girgenti è l’incrocio obbligato per cui passa un’emozione” ha detto. Ci vuole parlare proprio di emozioni l’attore e commediografo siciliano: momenti, persi nel nulla, di un passato felice e complicato formano un groviglio di sentimenti e sensazioni che accomuna il legame che ciascuno di noi prova verso la propria terra d’origine.
Insieme ad Angelo Callipo, Jannuzzo ci farà ripercorrere in poco più di due ore il suo passato in una terra antica, crocevia di culture. Racconterà le situazioni dell’infanzia e le contraddizioni che tuttora lo legano al suo luogo natio: i personaggi tipici di un paese di provincia, i riti e le tradizioni laiche e religiose, la voglia di scappare da una terra arida per diventare migliore in qualsiasi altro punto del mondo. Sembra quasi di stare davanti ai personaggi della Commedia dell’Arte: macchiette realmente esistite e travolte dalla fiumana del progresso, ma che al contempo non sono mai fuori dal tempo.
La simpatia e un leggero senso di nostalgia sono il motore di questo frizzante spettacolo che ha un sapore antico. La regia di Pino Quartullo, amico di vecchia data di Jannuzzo, dona alla pièce un ritmo incalzante che rende la serata un evento veramente da non perdere.

Elia Frosini


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