Powered by Max Banner Ads 

L’intervento/Baroncelli: Prato è diventata una città di cassintegrati, disoccupati ed… emigranti



Damiano Baroncelli

Damiano Baroncelli

La catastrofe sociale ed economica che ha assalito la nostra città è ancora più evidente in questo periodo di dicembre che dovrebbe secondo tradizione rilanciare i consumi e portare un po’ di denaro nelle tasche delle famiglie. Il modello economico sponsorizzato dalle passate amministrazioni cittadine, è destinato ad impoverire ancora di più la città in un autistico circolo vizioso. I centri commerciali e le multisale impoveriscono una città già economicamente debole. La grande distribuzione fa chiudere i negozi locali, crea meno posti di lavoro di quanti ne distrugga, e soprattutto porta via dall’economia locale i profitti accumulati. L’economia etnica cinese si moltiplica, e con essa si moltiplica l’occupazione dei connazionali (spesso impiegati illegalmente). Ma la creazione di questa ricchezza all’interno di una enclave etnico-economica  crea pochissime opportunità per i cittadini italiani che restano quasi  del tutto esclusi dall’occupazione e dall’economia  del distretto parallelo. Gli affitti delle rendite dei capannoni e dei negozi, i consumi della comunità cinese, le parcelle di qualche professionista, sono un dazio che non compensa l’esclusione degli italiani dall’attività economica. Il risultato è un flusso enorme di denaro che lascia quotidianamente Prato, ed impoverisce la città. In aggiunta non può essere sottostimato il costo dei servizi alla comunità orientale che nella stragrande maggioranza dei suoi componenti vede come temporanea la propria permanenza a Prato nell’obiettivo di accumulare avidamente denaro per poi goderne i benefici nella madre patria.
La vera ricchezza del territorio è creata dalle aziende ( manufatturiere, artigiane, commerciali, agri-turistiche, alberghiere ecc. ) che creano occupazione locale senza importare lavoratori sottopagati dall’estero. La vera ricchezza sono gli utili che gli imprenditori reinvestono sul territorio. La vera ricchezza sono le buste paga dei lavoratori che fanno dei progetti di vita stabile sul territorio e vi spendono interamente le proprie retribuzioni, senza far emigrare i propri risparmi. In questo caso si mettono in circolo le risorse e si creano opportunità economiche e lavorative per tutti. La crisi dell’industria tessile ha indebolito il circuito di creazione della ricchezza a Prato, ma invece di concentrarsi in alternative altrettanto capaci di creare opportunità e diffondere ricchezza, la politica locale ha creduto che il rilancio dipendesse dall’accoglienza supina dell’enclave etnico-economica cinese e dalla grande distribuzione, aggravando ancora di più la situazione e le condizioni dei cittadini pratesi italiani.
La crisi dell’Industria tessile, l’economia etnica cinese, la grande distribuzione, hanno prodotto finora una città di cassa integrati, disoccupati e… di emigranti.

Damiano Baroncelli


    12 Responses to “L’intervento/Baroncelli: Prato è diventata una città di cassintegrati, disoccupati ed… emigranti”

    1. Alessio Says:

      Ottima analisi della situazione a Prato ,signor Baroncelli è proprio così,è una cosa triste.

    2. mario bardazzi Says:

      GRANDE BARONCELLI HAI FATTO UNA ANALISI CHE RISPECCHIA PURTROPPO LA REALTA’. SPERIAMO CHE SI POSSA TROVARE LA CURA PER FERMARE QUESTA EMORRAGIA CHE DISSANGUA LA NOSTRA CITTA’. I PRATESI TUTTI DOVREBBERO
      RICORDARSI DI COLORO CHE CON LA POLITICA DEL NON VEDO E NON SENTO HANNO PERMESSO QUESTO SCEMPIO. UN ABBRACCIO DA MARIO L’ESULE

      CHE QUELLA MASSA DI CATTOCOMUNISTI

    3. mario bardazzi Says:

      ……. CHE HANNO GOVERNATO FINO AD ORA DOVRANNO PAGARE PER QUELLO CHE CI HANNO FATTO!

    4. Pasquale Paoli Says:

      Bravo Mario Bardazzi: tra il testo in tutto maiuscolo e l’assoluta incompetenza profusavi, hai sintetizzato i problemi (quelli veri) di Prato molto meglio di tutti i Baroncelli del cosmo!

      Ah, quando hai due secondi, definiscimi “cattocomunismo”.
      Poi stàmpati i due post qui linkati, scritti da uno che a Prato (quando ancora non era Prào, dice lui) ci ha vissuto e lavorato, e stiòccateli in camera sopra il letto. Al posto del crocifisso (stoccatina gratuita per quelli delle “radici cristiane”!)
      I cattocomunisti… Ih! Ih! Ih…!

      http://ekbloggethi.blogspot.com/2009/03/prao-deve-chiudere.html
      http://ekbloggethi.blogspot.com/2009/03/prao-deve-chiudere-atto-secondo.html

    5. patrizia Says:

      Caro pasquale ma come scrivi e che testa hai?
      Forse sei un po’ vecchio per vedere il futuro di noi giovani e anche il presente che è pieno di stenti e di preoccupazioni grazie all’accoglienza sbagliata che viene anche ora fatta.
      Inoltre ci aiutano molto i nostri connazionali che per avere due soldi vendono le licenze dei negozi agli stranieri che non hanno purtroppo e questo è constatabile nessuna civiltà e capacità nemmeno di capire qual’è l’igiene più elementare. grazie perchè esisti almeno c’è più possibilità di discutere.Ma svegliati!!

    6. Pasquale Paoli Says:

      Patrizia, scrivo meglio che posso, evitando “xhé” e “nn” e dimostrando in questo modo tutti e trentasette gli anni che ho. Per tacere di una preparazione di fondo che non perdona facilmente l’ignoranza delle regole grammaticali…!

      I due post di Riccardo Venturi (anni quarantasei), da me riportati in link, fanno pensare che la colpa dello stato attuale di cose a tutti vada data meno che “all’accoglienza sbagliata che viene anche ora fatta”.

      Sono sveglissimo Patrizia, grazie ma non è il caso che ti preoccupi eccessivamente.

    7. fabio Says:

      @ Patrizia: guarda che per ora il Paoli ti ha graziata dell’offesa di “italiana” e la solita tiritera sull’anarchia ed il “vostro paese italia”, non svegliare il troll che dorme…

    8. Pasquale Paoli Says:

      Fabio, tra i miei moltissimi difetti c’è quello di trattare gli interlocutori in base a come si comportano ed alle asserzioni che fanno. Se tu ti prendi del mangiaspaghetti e Patrizia no, è probabile che ci sia il suo motivo!

    9. fede Says:

      Ora, supponendo la correttezza dell’analisi svolta da Baroncelli (non la dò per scontata, anzi mi verrebbero diverse precisazioni da fare, ma non è questo lo scopo del post) ed appunto fingendo che tutto quanto asseritovi sia corretto, mi domando: a che pro?
      Tutti conosciamo la situazione!!!
      Alcuni ne attribuiscono le colpe a qualcosa o qualcuno, altri ad altro o altri, ma tutti insieme sappiamo dove e cosa viviamo (più o meno)!
      Quindi ripeto: a che pro l’analisi di Baroncelli?
      Sono parole al vento senza utilità, parlano di cose risapute e non risvegliano coscienze oramai già svegliate (ancora più o meno)!
      Soluzioni signori! Servono soluzioni non chiacchiere!!!! Almeno una proposta!!!!!
      A cosa serve dire per esempio “…La grande distribuzione fa chiudere i negozi locali, crea meno posti di lavoro di quanti ne distrugga, e soprattutto porta via dall’economia locale i profitti accumulati…”??
      Oppure ancora “…La vera ricchezza sono gli utili che gli imprenditori reinvestono sul territorio…”??
      Bene….e quindi? Come ci comportiamo adesso? Come ne usciamo? Che si fa?
      A volte (eufemisticamente) pare che non abbiano uno straccio di idea reale!
      Tanti bla bla….ma si sa che poi il verbo si perde nell’aere e nulla permane!
      Destra e sinistra smettano di parlarsi addosso, dandosi reciprocamente dei beoti dietro argomentazioni in politichese sterili e piagnone!
      Signori qui si va a puttane (anzi a trans, visto il periodo)!! MUOVERSI CRIBBIO!!!!!!

    10. patrizia Says:

      CARO FEDE, LE SOLUZIONI SONO:
      GIOVANI PRATESI LAVORATE, COME HANNO FATTO I VECCHI MORTI PRATESI.
      NON ASPETTATE LA MANNA DAL CELO.
      DENUNCIARE SEMPRE QUELLO CHE NON VA SU INTERNET E SUI GIORNALI.
      SIAMO NOI GIOVANI A DOVER TIRARE FUORI I NOSTRI TALENTI ORA.
      FACCIAMO ASSOCIAZIONI CON VOCI FORTI,CON FORTE VOLONTA’ DI CAMBIAMENTO ANCHE A COSTO DI BLOCCARE TUTTE LE STRADE DI PRATO ALZIAMO LE NOSTRE VOCI.

    11. mario bardazzi Says:

      Caro sig. x, non accetto lezioni da chi non ha il coraggio di firmare con il proprio nome e cognome. E’ troppo facile criticare tutto e tutti nascondendosi dietro a generalità di chi ha combattuto
      sacrificando la propria vita. Caro P.P. mi è passata la voglia di sprecare il mio tempo per leggere le tue inutili sparate. Cerca di crescere e insieme alle critiche fai qualche proposta seria. Saluti

      p.s. se in camera da letto hai quei manifesti, capisco tante cose di te!

    12. Pasquale Paoli Says:

      Ah, Mario Bardazzi “capisce”? Ma pensa…!

      Fai l’esule, vah!

    Leave a Reply