L’intervento/Spazio Pubblico: “Sul numero di stranieri irregolari troppe cifre sparate a casaccio”
Finalmente anche il sindaco Cenni ha deciso di unirsi a coloro che da tempo si esercitano nella difficile arte di indovinare mediante estrazione a sorte il numero dei cittadini stranieri che vivono a Prato. Qualche giorno fa - negli studi di Rete 37 - ha estratto dal suo personale sacchettino una cifra nuova, davvero ragguardevole: 70mila. Tanti sarebbero, secondo il primo cittadino, gli stranieri presenti a Prato (irregolari compresi, va da sé). La novità, si badi bene, sta nel dato, non nell’esercizio dell’arte divinatoria. Sono anni che a Prato si citano cifre più o meno iperboliche senza che qualcuno si prenda la briga di fare luce sul modo con il quale di volta in volta si formulano quelle stime.
Sul nostro blog abbiamo provato a ricostruire le cifre (vedi articolo: http://www.spaziopubblico.blogspot.com/). Qui ci basta riassumere gli elementi principali. I dati ufficiali del Comune di Prato al 30.9.2009 parlano di poco meno di 26mila residenti stranieri, dei quali 10.600 circa cinesi. Per stimare i presenti occorre aggiungere ai dati tratti dall’anagrafe le stime sulle presenze non censite (irregolari, soggiornanti non residenti). Ma quanti sono davvero gli irregolari? 20.000? 30.000? 60.000? La risposta esatta è una sola ed è molto semplice: nessuno lo sa.
In molti Paesi (in primis gli Stati Uniti) esistono affidabili strumenti di misura dello stock di stranieri irregolarmente presenti. In Italia sta provando a crearne uno la Fondazione Ismu: l’applicazione di quelle stime al caso di Prato produce risultati lontanissimi da quelli citati dal sindaco. Per la comunità cinese, ad esempio, l’aliquota è tra le più alte ed è pari al 28,4%: ciò significa che su cento persone presenti ci sono 28 irregolari. Ma anche tenendo fede a questa percentuale otteniamo una cifra di circa 4mila cinesi non in regola e se anche vogliamo triplicarla, si arriva a 12mila, ben lontani dagli oltre 44mila irregolari denunciati dal sindaco.
La nostra è la seconda provincia in Italia per incidenza della popolazione straniera residente sul totale della popolazione (11,8%, contro il 12,2% di Brescia). Basta questo dato, questo sì ufficiale, per evidenziare la peculiarità della situazione cittadina. Non serve, invece, l’assalto al cielo dei numeri, a meno che non si voglia uscire dal campo della discussione pubblica ed entrare in quello dello show mediatico.
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