La Sasch sposta tutta la produzione in Cina: è subito polemica con l’Idv che attacca Cenni
22 Settembre 2009
La Sasch non produrrà più niente a Prato ed è subito polemica, visto che l’azienda leader nel settore dell’abbigliamento appartiene a Roberto Cenni, che di Prato è il sindaco. La notizia, anticipata dalla cronaca pratese del Tirreno di oggi, ha così immediatamente suscitato molte reazioni in città e nel mondo imprenditoriale. In realtà la Sasch già produceva la quasi totalità dei suoi capi in Cina. Secondo quanto riferito dalla stessa azienda ormai in Italia veniva realizzato solo lo 0,7% della produzione, pari a circa 100mila abiti confezionati nel reparto di Modelleria e dai lavoratori della Mi.Mill. Adesso anche questi vestiti saranno prodotti in Cina, mentre per nove lavoratori Sasch e altrettanti di Mi.Mill. è stata chiesta la cassa integrazione. Dalla Sasch spiegano che si tratta di una normale razionalizzazione del processo produttivo, necessario a tenere il passo con colossi come Zara e H&M. E per far capire come tutto questo non abbia ripercussioni sul piano occupazionale interno, i vertici aziendali ricordano come nell’ultimo anno sono stati aperti 50 negozi a marchio Sasch in Italia per un totale di 400 nuovi posti di lavoro.
Tra le prime reazioni alal notizia da registrare quella dell’Idv: “La notizia che la Sasch, l’azienda del sindaco Roberto Cenni, abbia chiesto la cassa integrazione per altri nove dipendenti oltre ai nove della settimana scorsa ci lascia molto perplessi e ci preoccupa non poco – si legge nella nota -. L’Italia dei Valori intanto esprime solidarietà agli operai posti dalla Sasch nell’anticamera del licenziamento e per tutti quegli altri delle aziende dell’indotto che si troveranno a perdere il lavoro per la decisione dell’azienda del sindaco di trasferire in Cina la realizzazione di centomila capi di abbigliamento.L’Italia dei Valori ritiene inoltre che la decisione della Sasch sia fortemente negativa proprio perché è di proprietà del sindaco della città. Il segnale che viene lanciato verso quegli industriali che invece stanno lottando con tutti i mezzi per salvare la propria azienda e non licenziare i propri dipendenti, è un segnale di pessimismo e di debolezza. Se è lo stesso sindaco a non credere nella ripresa e a non investire in città, chi dovrebbe farlo?”.












Sasch in competizione con zara e H&M?
Tralasciando la qualità dei prodotti delle 3 aziende…
Beh, direi che mettere a confronto Sasch con H&M e Zara è piuttosto azzardato!
Mentre i due colossi stranieri attirano inevitabilmente migliaia di persone e comportano l’apertura di sempre nuovi punti vendita (con una capillarità paragonabile alle poste italiane!) la Sasch ha avuto risultati sempre piuttosto deludenti con i propri negozi.
Credo piuttosto che voglia spostare la produzione in Cina perchè ha senz’altro costi minori ma per competere con i grandi store….Forse ci vorranno anni e atnti investimenti!
Certo non è una scelta felice quella di Cenni…Da proprio l’impressione di non avere a cuore Prato ed il suo distretto…E parliamo del primo cittadino.
ok che è il primo cittadino ma non ha mica una onlus senza scopo di lucro. Fa bene xkè la colpa non è degli imprenditori ma del sistema Italiano che è troppo dispendioso sia fiscalmente che a fini di contributi. si paga 1000 un operaio ne vanno via + del doppio in spese, e la gente cosa fa? lo stesso operaio dico..compra prodotti cinesi che costano meno….il costo della manodopera li è pari ad 1/10 di quello italiano senza contare gli altri. Mi dispiace dirlo ma la realtà è diversa, non si può affibbiare una responsabilità ad un singolo solo per sorreggere per forse un altro anno o 2 un distretto ormai finito a puttane..se Obama mette i dazi in cina che lo faccia anche L’Italia.
Signore e signori, durante la Campagna Elettorale è partita una querela da parte di Cenni & compagnia bella verso Carlesi. Di essa non si era più sentito parlare: conveniva in quell’occasione sapendo che in ogni caso se ne sarebbe fatto un uso mediatico “usa e getta” (come di norma sa fare – e bene! – il Centrodestra); non conveniva più ora!
A questo punto siamo noi sostenitori di Massimo Carlesi a chiedere che l’Autorità competente ne discuta.
noi elettori, di destra o di sinistra, siamo prima di tutto cittadini e come tali dovremmo iniziare a porci delle domande e porre dei quesiti anche a chi ci amministra…senza puntare il dito.
vogliamo solo delle risposte perchè non siamo delle pedine elettorali ma siamo persone che non vogliono essere prese in giro.
“dave” posso condividere, in qualche modo, la scelta aziendale ma una scelta del genere è un segnale molto chiaro se è effettuata dal sindaco in carica di una città,non si può prescindere da questo fattore.il nostro sindaco ricopre un ruolo pubblico ed ovviamente le decisioni in merito alla sua azienda sono oggetto dell’opinione pubblica, dato che la maggior parte di essa lo ha votato riponendo in lui fiducia e speranza nella ripresa dell’economia pratese.
E’ una scela aziendale. Può essere anche “dolorosa” per gli occupati, e sicuramente lo sarà, ma ad un imprenditore non possiamo certo impedire di spaziare per le opportunità legali offerte dalla globalizzazione. Spetta alla sua personale sensibilità di “Primo Cittadino” giudicare se ciò può avere implicazioni anche di “immagine”. Come imprenditore non vi è dubbio sulla qualità della sua immagine di imprenditore di successo. Confido che sià così anche come neo Sindaco. Non mi permetto, io cittadino, di giudicare adesso, a tre mesi dal suo insediamento. Piuttosto, io mi pongo un’altra domanda; sì la vecchia annosa mia domanda sulla Tia! Che volete, è la mia “fissazione”! Non si poteva bloccare, e posticipare correggendo, le scadenze, anche in virtù della sentenza della Corte Costituzionale del 24 Luglio 09, l’invio dell Fatture/Bollette Tia, che a livello generale contengono un ulteriore aggravio, oltre gli aumenti notevoli, di circa ” (due ) milioni di Euro, dovuti all’Iva non dovuta, per tutti noi cittadini pratesi? La cifra è stata fornita recentemente in un suo intervento dal consigliere comunale di maggioranza Sig. Bini. I “pratesi” avrebbero disprezzato ciò? A magra consolazione di tale non dovuto ulteriore esborso cui siamo tutti interessati, ho verificato che anche in alcuni Comuni della Provincia di Firenze, credo che sia in tutti, la faccenda è andata come a Prato. Mal comune, mezzo gaudio? Evidentemente quando si tratta di far pagare i cittadini……, oppure vi sono ragioni imprenscindibili della esazione di tale ulteriore balzello non dovuto? Ci facciano sapere! Non vorrei che il “Patto di Stabilita” cui devono attenersi gli Enti Pubblici, fosse inteso alla “rovescio” per le tasche dei cittadini; ne ho il sospetto e, qualcuno dovrebbe togliermelo. Sono in attesa, fiduciosa.
La campagna elettorale non è anni luce addietro.
Ci sono articoli di giornale, forse audio e video interviste, dove si rispondeva che la Sasch non avrebbe abbandonato l’Italia per la Cina quando già in Cina ci produceva.
Qui non critico la scelta di produrre in Cina ma la presa in giro.
Stesso discorso per i cinesi.
Sembrava che il giorno dopo l’elezione questi venissero fatti sparire con una magia.
I cinesi ci sono sempre, ci mancherebbe, i controlli sono gli stessi della precedente amministrazione ed il principale giornale locale incarna per questa giunta quello che “Libero” o “Il Giornale” incarnano per il Governo nazionale (gli aggettivi trovateli voi).
Io che non compro + La Nazione, ad esempio, vorrei sapere se la notizia della Sassch è stata riportata…
P.s.
Non scherziamo, poi, competere con H&M e Zara…
Effettivamente Cenni è l’immagine perfetta di come Prato sia al declino non solo come idee ma sopratutto come valori e coerenza morale. Questo signore accompagnato dal neo-camerata Milone (incredibile è passato da comunista a fascista in 20 goirni), hanno fatto una campagna elettorale basata su VIA I CINESI DA PRATO, oppure LAVORO AI PARTESI ecc ecc..e adesso questo industriale-sindaco è stato il primo a non credere in Prato visto che detto da lui aveva già spostato il 90% della produzione in Cina, il lavoro che faceva in Italia lo faceva fare ai cinesi del Macrolotto a due lire e adesso giustamente ha detto di levare tutto di mezzo di fregarsene dei pratese e di fare i soldi e basta. Cenni parla di competere con la Zara??? Ma ha presente quanta gente lavora a La Corugna?? Zara ha più 450 persone impiegate nella sede principale con 1700 negozi in tutto il mondo…ma cosa crede Cenni che sfruttando anche lui la manodopera schiavizzata e senza regole morali della Cina possa fare il bene di chi se lavoro non crea in Italia????
Ma perche tutti i soldi che sciattate per Mis Italia non li investi nella ditta????????
Vergognati Cenni
Viva Cenni Viva la Sasch
Cari Dave e Claudio, chi scrive è una piccola imprenditrice del distretto in questione… siete proprio convinti di quello che avete scritto ?? Senza falsa demagogia, se fosse successo a vs. parenti stretti cosa pensereste adesso ??? Nessuna legge (purtroppo) italiana regolamenta duramente o vieta di produrre o acquistare beni dalla Cina; pertanto nessun industriale può essere “perseguito” per questo…. Ma l’ industriale in questione si è candidato sindaco sbandierando il rilancio del distretto pratese… e tra i suoi primi provvedimenti da sindaco c’è la chiusura di un’ azienda di proprietà e di un reparto interno…e meno male che non si parlava di delocalizzazione..!! Contemporaneamente si continua a comprare da fornitori “pratesi” che si avvolgono della collaborazione di ditte CINESI..!!! Fatevi un giro nel Macrolotto o a Carmignano…troverete tante etichette e grucce marchiate SASCH…ma vi rendete conto ?? Si parla di aperture di nuove negozi e assunzione personale, ma la realtà è esattamente opposta… molti negozi (specie in Italia) chiudono, giusto per rimanere in “zona” pensiamo a Firenze centro,Prato e Quarrata(!!) e il personale di vendita è (ovviamente) diminuito…!! Queste aziende sono la rovina del nostro distretto, e continuano a rovinare noi piccoli artigiani che crediamo davvero nell’ etica del lavoro e nella qualità del VERO made in Italy…!!Gestire un’ azienda in questo periodo non è certo facile, ma l’onestà e il rispetto altrui vengono prima dei guadagni… forse è per questo che rimarrò sempre una piccola media (ma onesta) contribuente…!!
Certo e son proprio dei “bocchi” i pratesi… tu li compri con poco, bei discorsi, fette di cocomero e fochi d’ artificio…!!! Bene, avanti così, vediamo dove s’ arriverà..!!
Lasciamo perdere Zara e H&M…ma siete mai entrati in un negozio Sasch…??? Siamo su un altro pianeta….
Viva la coerenza, viva Miss Italia..!!!
Ho lavorato alla sasch. e speravo che non succedesse questo. tante persone si ritroveranno senza lavoro a quanto pare no?per prima io…che tristezza… rivoglio la mia prato!